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FORMAZIONE PER GLI ITALIANI ALL ' ESTERO |
GLI ITALIANI ALL'ESTERO SONO UNA RISORSA PER IL PAESE29 APRILE 2009
INTERVISTA A fILIPPO GIOUFFRIDA FILIPPO GIUFFRIDA GLI ITALIANI ALL ESTERO SONO UNA RISORSA PER IL PAESE.doc |
UN INTERESSANTE ARTICOLO DEL PROF. Serge VANVOLSEM della Università di Leuven (Belgio)13 APRILE 2008
UN INTERESSANTE ARTICOLO DEL PROF Serge Vanvolsem.DOC |
DAL CENTRO SCUOLA E CULTURA DI TORONTO6 FEBBRAIO 2008
Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 25 - Anno XV, 5 febbraio 2008
Speak Italian, please! "Qui l’italiano e' di moda"
26 mila studenti, oltre 500 vanno in Italia a perfezionarsi. Una fucina di attivita' e di progetti per incrementare la conoscenza della lingua e della cultura italiana. E' il Centro Scuola e Cultura Italiana del Columbus Centre di Toronto
Toronto - Il Centro Scuola e Cultura di Toronto, il 9 dicembre 2007 ha concluso, con un grandioso concerto natalizio, le celebrazioni del 30° anniversario della nascita. Fondato nel 1976 dal Grand’Ufficiale Alberto Di Giovanni - che oltre ad esserne ancora il direttore, è anche vicepresidente della Commissione Scuola e Cultura del Cgie, Consiglio generale degli italiani all’estero, e membro della Commissione nazionale della divulgazione della lingua e cultura del Ministero degli Affari Esteri - il Centro ha organizzato, nel corso del 2007, numerose manifestazioni di carattere linguistico e culturale che hanno sempre riscosso un grande successo. Approfittando di alcuni anniversari come il bicentenario della nascita di Garibaldi, durante tutto l’anno si è cercato di sensibilizzare i 26 mila alunni che hanno frequentato i corsi organizzati dal Centro Scuola sul fatto che Giovanni Caboto era italiano, rivendicando quindi la presenza italiana in Canada fin dall’arrivo dei primi europei. Si è colta anche l’occasione per celebrare il 300° anniversario della nascita di Goldoni per lanciare un concorso letterario che ha visto la partecipazione di oltre 8 mila studenti. È stata un’iniziativa molto interessante non solo per il numero di partecipanti, ma anche per l’incentivo del viaggio in Italia nel mese di marzo, concesso come premio al vincitore del concorso. Questo anniversario è stato messo in risalto da uno spettacolo eccezionale di poesia, musica e teatro che ha riscosso un successo straordinario, soprattutto perché si è valso della partecipazione di due grandi attori italiani: Ugo Pagliai e Paola Gassman, e dell’attore canadese Tony Nardi che si sono cimentati nella lettura di passi scelti dalla Divina Commedia di Dante, in italiano e in inglese, abbinata a un’esibizione memorabile del Complesso Benedetto Marcello: un quartetto di musica da camera barocca.
Queste e altre manifestazioni culturali non potevano dunque non avere un’appropriata conclusione con un affascinante concerto natalizio, seguito dall’apertura ufficiale della mostra dei presepi tradizionali nei locali del Columbus Centre. Il concerto ha valorizzato le eccellenti prestazioni dei circa 60 membri della Schola Cantorum del Centro scuola che hanno proposto i canti popolari della ricca tradizione natalizia italiana, intercalati dall’esibizione di alcuni cantanti professionisti di fama internazionale, tra cui il tenore italo-canadese Ermanno Mauro. Il concerto è stato allietato dalla presenza di due zampognari di alto livello artistico, entrambi titolari dell’insegnamento di musica strumentale presso università italiane i quali hanno fatto ascoltare le melodie popolari della ciaramella e della zampogna. Il concerto è stato arricchito dalla partecipazione di una cinquantina di giovani ballerini della scuola di balletto classico del Centro che insieme ai due principali ballerini del Balletto Nazionale del Canada, Guillaume Coté ed Heather Ogden, hanno aggiunto prestigio, raffinatezza e gusto a tutto lo spettacolo.
Il Concerto Natalizio è stato immediatamente seguito dall’apertura ufficiale della mostra del presepe che ogni anno diventa più interessante, ed è un richiamo importantissimo nella comunità italiana di Toronto. Sono circa una trentina i presepi esposti, interessanti sia dal punto di vista religioso che artistico, e sono molto apprezzati da migliaia di persone che la visitano ogni anno, in quanto la mostra è una delle più importanti nel Nord America, e non ha nulla da invidiare alle migliori mostre organizzate in varie città italiane.
Quando incontrai il professor Di Giovanni, lo trovai in mezzo a un viavai di giovani artisti, indaffarati a preparare i loro presepi, ma già dal momento in cui misi piede nei locali del Columbus Centre, fui pervaso da quell’atmosfera magica che ha il sapore di genuina italianità. Avevo l’impressione di respirare l’aria di casa e di trovarmi nel museo di una città italiana. Una lussuosa gondola scintillante, addossata a una parete, sembrava volermi dare il benvenuto con le sue magiche forme. Avanzando lentamente, da un lato si osservano artistiche statue classiche in bronzo, e dall’altro numerosi busti marmorei commemorativi di famosi geni italiani, inquadrati da pareti immense addobbate da pitture antiche e moderne di varie grandezze. Al secondo piano si passa attraverso pinacoteche che conservano numerose tele d’epoca, scaffali in vetro che racchiudono vasi e oggetti preziosi in ceramica e porcellana di arte greca-romana, e una spaziosa biblioteca intitolata proprio a Di Giovanni, specializzata nella raccolta delle opere più importanti degli autori più conosciuti della letteratura italiana, con molti originali.
Parla Alberto Di Giovanni: "Qui l’italiano è di moda"
Il fondatore e direttore del Centro, Alberto Di Giovanni, è sempre instancabilmente attivo ed entusiasta, e si sposta da un settore all’altro del vasto Centro, sorvegliando, incoraggiando, consigliando, sempre intento a escogitare nuovi progetti per catturare l’interesse dei giovani in attività che, direttamente o indirettamente, portano allo studio e alla conoscenza della lingua dei loro avi.
Qual è la carta d’identità del Centro Scuola e Cultura di Toronto, e perché, oltre all’italiano, si insegnano altre discipline come musica, canto e danza?
È impossibile occuparsi della divulgazione della lingua italiana se non si abbina a una cultura che possa affiancarla. La cultura senza la lingua è morta, ma la lingua senza cultura è altrettanto sterile. È necessario che l’abbinamento lingua e cultura siano sempre presenti, e che quindi tutte queste attività culturali vengano a rafforzare l’aspetto linguistico e viceversa.
Il Centro sta svolgendo una missione importante per la salvaguardia della lingua italiana. Dove trovate i mezzi per finanziare questi progetti?
Abbiamo stretti rapporti di partnership con le autorità scolastiche locali che ci permettono di insegnare la lingua durante il normale orario scolastico. Siamo gli unici ad avere questo privilegio ed è per questo che i corsi d’italiano sono seguiti da oltre 26 mila studenti. Inoltre, il Ministero della Pubblica Istruzione dell’Ontario partecipa finanziariamente al mantenimento di questi corsi, e a dare vita anche a corsi residenziali in Italia. Circa 600 studenti si recano ogni anno in Italia per studiare lingua e cultura italiana. Alcuni di loro vi risiedono solo durante i mesi estivi, altri passano un semestre intero in una scuola a Roseto degli Abruzzi, frequentando la prima parte dell’anno in Italia e il resto dell’anno in Canada.
Questi corsi sono limitati solo allo studio della lingua oppure comportano altri temi?
L’attenzione è naturalmente per la lingua italiana, ma abbinata alla storia Greco-romana e rinascimentale. Quindi ci sono corsi interdisciplinari interessanti come la storia dell’arte, la musica e la religione attraverso i secoli, vista sotto l’aspetto artistico. Tutti questi corsi sono rafforzati dalle visite a luoghi e chiese dove arte e religione sono messe in evidenza, e tutto questo in un’atmosfera di completa immersione nella lingua, nella cultura, nei costumi e nelle tradizioni italiane. Durante l’estate, questi corsi hanno luogo in Abruzzo, in Calabria, in Toscana e anche in Sicilia, che ultimamente ha manifestato un interesse particolare non solo perché ci sono molti discendenti di italiani provenienti da quella regione, ma anche perchè l’interesse per studiare la civiltà greca antica è spiccato. Inoltre abbiamo insegnanti qualificati e responsabili messi a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione dell’Ontario cosicché gli studenti possono ricevere i crediti assegnati a questi corsi.
Quali progetti avete per il futuro del Centro?
Abbiamo progetti per studenti di scuole medie e per studenti universitari. Nel 2008 si darà molta enfasi all’insegnamento dell’italiano a livello di asilo infantile, e quindi il Centro avrà una leadership importante nella comunità, leadership che è già riconosciuta anche dai responsabili della diffusione della lingua italiana nel mondo. Naturalmente continueremo a dare l’importanza a progetti straordinari nel campo della musica e delle arti con la partecipazione di personalità e artisti di fama internazionale per aumentare l’interesse per lo studio e la conoscenza della nostra lingua.
Lei ritiene che l’arrivo di Rai International in Canada aiuti a tramandare la nostra lingua alle future generazioni?
La presenza di Rai International è molto positiva anche perché i responsabili sono molto sensibili alla diffusione della cultura italiana, e cercano di attirare l’interesse dei giovani con programmi sportivi, musicali e culturali appropriati. Siamo arrivati ormai alla terza generazione, e possiamo dire che l’italiano sta resistendo molto bene. Per assicurare la sopravvivenza di questa lingua anche alla quarta e quinta generazione, bisogna però investire sui giovani, dialogando con essi, senza imporre scelte ma dando loro la possibilità di escogitare e sviluppare nuove strategie. Quindi incrementare gli scambi culturali, e dare maggiore importanza anche alla possibilità di vivere un’esperienza lavorativa in Italia, come stiamo facendo attualmente. E i risultati sono incoraggianti. Alcuni anni fa sembrava che gli italiani avessero rinunciato alla loro lingua e cercavano di parlare l’inglese tra loro, anche se lo parlavano male. Adesso c’è quasi un ritorno alla lingua d’origine e il miglior esempio viene da quello che sta succedendo negli atenei di Toronto. Parlare italiano dieci anni fa era rarissimo. Oggi i giovani universitari italiani parlano italiano tra loro perché è di moda.
Costanzo Colantonio-MSA edizione italiana per l'estero/News ITALIA PRESS
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