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EUROPA

Associazione per la diffusione della lingua e cultura italiana

Parlare e scrivere la nostra lingua e conoscere quella degli altri

a cura di Gianni Copetti e Giuseppe Rosin

Stampa italiana

IL CORRIERE EUROPEO

22 MAGGIO 2013


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LA CASA PER L EUROPA DI GEMONA CI INFORMA

10 MAGGIO 2013


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CITTADINANZA ITALIANA

9 maggio 2013


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LA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI SEMPRE DINAMICA

4 maggio 2013


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GRANDE L\'ATTIVITA DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI. UN ESEMPIO PER TUTTE LE ALTRE CASE EUROPEE

26 APRILE 2013


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

13 aprile 2013


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lLE FISC BELGE VA TOUT SAVOIR ?

6 AVRIL 2013


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THE BREACH OF THE DEPOSIT GUARANTEE

5 aprile 2013


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sempre dalla Casa europea di Gemona del Friuli

5 aprile 2013


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

5 aprile 2013


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

1 aprile 2013


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notizie da Gemona del Friuli

4 genaio 2012


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NOTIZIE DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

30 novembre 2012


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BOTTE di Vito Laraspata



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Sostenete firmando



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da GEMONA DE FRIULI

9 novembre 2012


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A LIRE SUR LES TRAITES EUROPEENS

2 NOVEMBRE 2012


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IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

26 ottobre 2012


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dalla Villa Russiz di Gorizia al Museo Ermitage di San Pietroburgo

14 ottobre 2012

Aderisci anche tu alla Assodilit, abbiamo bisogno del tuo aiuto



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PSI - PD e SEL insieme per UNA iTALIA MIGLIORE

13 OTTOBRE 2012


nencini.doc

Notizie dal Comune di Bruxelles

8 ottobre 2012


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LA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

21 SETTEMBRE 2012


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

7 settembre 2012


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

21 luglio 2012


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LA CASA PER L EUROPA INFORMA

14 LUGLIO 2012


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troverai il botteghino di Vito Laraspata di Febbraio, Marzo e Aprile 2012

16 aprile 2012


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IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

9 FEBBRAIO 2012


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L’italien, une langue d’arlequin ?

9 febbraio 2012


litalien,_une_langue_d_arlequin.doc

l\'ultimo libro di Gianni Copetti sulle lingue e culture in Europa- in vendita alla www.piolalibri.be

4 febbraio 2012


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NOTIZIE DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DERL FRIULI

27 gennaio 2012


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NON ABBIAMO PIU BISOGNO DEL PASSAPORTO EUROPEO PER CIRCOLARE IN EUROPA, BASTA LA CARTA DI IDENTITA\'

23 gennaio 2012


abolito_il_passaporto_europeo.doc

CITTADINANZA EUROPEA

venerdi 13 gennaio 2012


cittadinanza_europea_(conferenza).doc

DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

VENERDI 13 GENNAIO 2012


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IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

10 gennaio 2012


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l\'addio alla lira

16 dicembre 2011


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Gemona del Friuli ci informa

16 dicembre 2011


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IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

11 DICEMBRE 2011


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LA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

11 DICEMBRE 2011


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Crisi UE prime crepe nol Governo Cameron

11 dicembre 2011


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da GEMONA DE FRIULI

2 DICEMBRE 2011


newsletter_02_12_2011.pdf

da GEMONA DE FRIULI

2 DICEMBRE 2011


newsletter_18_11_2011.pdf

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

11 NOVEMBRE 2011


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UNA PUBBLICAZIONE DA LEGGERE: dibattiti sulle lingue e culture in Europa

6 novembre 2011


comunicato__stampa.doc

BOTTE di Vito Laraspata

29 OTTOBRE 2011


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LA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI INFORMA

29 OTTOBRE 2011


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DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

14 ottobre 2011


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APPEL A Martin Schulz et à Helle Thorning-Schmidt

13 octobre 2011


appel_a_martin_schulz_et_helle_thorning-schmidt.doc

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

13 OTTOBRE 2010


botte-162(11-10-11).pdf

29 septembre 2011

Dans quel pays européen paie-t-on le plus d’impôts?

Warren Buffett a mis le feu aux poudres: selon lui, les super riches doivent payer plus d’impôts. En Europe, dans quels pays les plus gros revenus doivent-ils céder la plus grosse part aux impôts?  

 

Pays

Tranche d’imposition maximum

Taux d’imposition

1

Slovenie

€ 15.268

41%

2

Pologne

€ 19.541

32%

3

Belgique

€ 34.330

50%

4

Malte

€ 28.701

35%

5

Irlande

€ 32.801

41%

6

Suède

€ 52,21

57,50%

7

Danemark

€ 52.393

51,50%

8

Chypre

€ 36.301

30%

9

Luxembourg

€ 41.793

39%

10

Pays-Bas

€ 55.694

52%

11

Autriche

€ 60.000

50%

12

France

€ 69.783

40%

13

Finlande

€ 86.200

51%

14

Italie

€ 75.000

43%

15

Grèce

€ 75.000

40%

16

Portugal

€ 153.300

46,50%

17

Grande-Bretagne

€ 171.658

50%

18

Espagne

€ 175.000

45%

19

Allemagne

€ 250.731

45%

Pour définir ce classement, nous avons pris le revenu le plus bas de la plus haute tranche d’imposition. Et le taux d’imposition auquel ce revenu est soumis. Le pays où le revenu net est proportionnellement le plus faible se retrouve en haut du classement.

Il est donc intéressant de noter que, bien que les taux d’imposition varient fort d’un pays à l’autre, c’est surtout le montant à partir duquel on est considéré comme ‘riche’, et donc taxé au maximum, qui fait la différence.

Ainsi, en Allemagne, ce n’est qu’à partir d’un revenu d’un quart de million d’euros par an que l’on atterrit dans la plus haute tranche d’imposition (et taxé à 45%). En Belgique, à partir de 34.000 euros, on se classe déjà dans la plus haute catégorie de revenus, taxée à 50%, ce qui nous vaut la troisième marche du podium. C’est toutefois en Slovénie que la pression fiscale est la plus forte, juste avant la Pologne.   

Source: businessinsider.com

 





NOTIZIE DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

24 giugno 2011


newsletter_24_06_2011.pdf

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

22 giugno 2011


botte-160(23-06-11).pdf

DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

3 giugno 2011


newsletter_03_06_2011.pdf

500 EURO AL MESE DI PENSIONE

25 MAGGIO 2011


ma_come_si_fa_a_vivere_con_500_euro_al_mese.doc

Dalla Svizzera AIUTO AL SUICIDIO



aiuto_al_suicidio_in_svizzera.doc

BOTTE di Vito Laraspata

13 maggio 2011


botte-159(13-05-11).pdf

NOTIZIE DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

13 MAGGIO 2011


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liberarsi dal populismo

8 APRILE 2011

Liberarsi dal populismo

Franco Astengo,   31 marzo 2011, 11:20

Dibattito     Liberarsi del populismo attraverso l\'unità delle opposizioni, l\'elaborazione di un progetto comune di transizione, una idea di governo dell\'emergenza. Ritorna l\'antico e discusso tema del CLN?

 

In un paese come l\'Italia, ormai al collasso morale, civile, economico, culturale e sociale, relegato in secondo o terzo piano anche davanti all\'ennesima tragedia della guerra questa volta alle porte di casa con una emergenza umanitaria che ha dimostrato ancora una volta l\'assoluta inefficacia dell\'organizzazione governativa; con un Parlamento ormai impegnato in maratone oratorie su argomenti lontani anni-luce dalla realtà e che interessano pressoché esclusivamente una persona e la sua ristretta cerchia di tenutari del potere, spiccano soltanto le esternazioni del Presidente del Consiglio: spettacoli andati in onda lunedì al Tribunale di Milano ed oggi nella martoriata Lampedusa dove ( al di là dell\'emergere evidente di quel conflitto di interessi che mai si è voluto affrontare: l\'acquisto online di una villa nell\'isola ne è dimostrazione lampante) i toni hanno assunto livelli tali da ricordare il \"Satyricon\" di Petronio Arbitro ( e la sua felliniana versione cinematografica, almeno dal punto di vista del grottesco).
Ci troviamo, ancora una volta, nella necessità di denunciare il violento populismo che in queste occasioni viene esercitato, un populismo che da anni inquina la vita politica, sociale, culturale del Paese e che è stato troppo a lungo, e ancora adesso, sottovalutato.

Chiariamoci un momento su ciò che intendiamo per populismo: attraverso il populismo si svolge una funzione adulatoria, di tipo strumentale rivolta semplicemente alla conservazione del potere di chi già lo detiene, avanzando proposte in \"nome del popolo\", assunto come mito atavico ed indeterminato.
Con il populismo si individua un livello di azione quasi irrazionale ed emotiva, vicina al fascismo, in quanto in quest\'ultimo coesistono stabilmente e organicamente l\'appello alla Nazione e l\'appello al popolo.
E\' questo, molto francamente, di una china verso un fascismo più o meno mascherato,il pericolo che fin qui le opposizioni, divise ed incapaci di offrire una alternativa, hanno fortemente sottovalutato.
Liberarci dal populismo deve rappresentare un obiettivo assolutamente prioritario, proponendo prima di tutto un modello profondamente diverso e del tutto alternativo sul piano dell\'\"agire politico\".

L\'aver ridotto i partiti a luoghi di promozione per improbabili carriere politiche o di vaghe \"narrazioni\", l\'aver ceduto ai meccanismi della governabilità in luogo della rappresentanza come stabilito dalla Costituzione, aver concesso tutto lo spazio possibile alla personalizzazione della politica \"classico\" luogo d\'azione dell\'avversario, essersi posti in una condizione di subalternità sostanziale a movimenti che, invece, avrebbero avuto necessità di una sponda politica complessiva mirata all\' \"interesse generale\" ( e non, semplicisticamente a non meglio identificati \"beni comuni\") sono tutti punti sui quali le responsabilità delle sinistre, moderate, riformiste o ancora presuntamente anticapitaliste, sono state grandi nel cedimento sul piano delle teoria, dell\'identità politica, della capacità d\'azione.

Il momento, però, non deve lasciare il passo ad una logica recriminatoria: serve subito liberarsi del populismo e, per fare, questo serve l\'unità delle opposizioni, l\'elaborazione di un progetto comune di transizione, una idea di governo dell\'emergenza (senza dimenticare, come è stato fatto in questi mesi, il tema fondamentale della legge elettorale).
Ritorna l\'antico e discusso tema del CLN? Crediamo proprio sia il caso di rifletterci con attenzione





Taxe européenne sur les transactions financières

8 APRILE 2011

07/04/2011

Le PS condamne les méthodes de la droite européenne, qui cherche à étouffer dans l\'œuf la mobilisation en faveur d\'une taxe sur les transactions financières. Avec le Parti socialiste européen, le PS appelle d\'urgence les citoyens à signer avant le 19 avril une pétition pour l’introduction de cette taxe !

 

Le 8 mars 2011, sous l\'impulsion des socialistes, le Parlement européen a voté l’introduction d’une taxe européenne sur les transactions financières (TTF). Cette taxe permettrait de lutter contre la spéculation et de générer 200 milliards d\'euros par an. Une telle somme permettrait de soutenir la création d\'emplois en Europe, notamment dans les secteurs de l\'éducation, la recherche, la santé ou encore le développement durable.

 

Cependant, le commissaire européen chargé de la fiscalité, M. Semeta, s’est opposé à une telle taxe et a qualifié ce vote d\'« irresponsable ». Il tente maintenant de rejeter ce projet en organisant une consultation biaisée, ciblée uniquement sur les acteurs du secteur financier.

 

Avec le Parti socialiste européen, le PS condamne ces méthodes et appelle les citoyens à signer une pétition pour l’introduction d’une taxe sur les transactions financières.

 

La mobilisation des citoyens avait déjà été à l’origine du renversement de la pression originale des conservateurs et des libéraux qui voulaient atténuer la portée de la TTF.

 

Aujourd\'hui, il est donc à nouveau nécessaire que les citoyens européens fassent entendre leur voix pour contrer le poids du secteur financier.

 

Avec le PS, signez avant le 19 avril la pétition en faveur de la taxe sur les transactions financières !

 

Pour signer la pétition : http://www.financialtransactiontax.eu/fr/about 

SIGNE LA PETITION C\'EST IMPORTANT 





L\'Europe sociale et la Federation européenne des peuples

10 mars 2011


la_maturation_de_la_democratie_europeenne_le_monde_du_10.03.11_par_pia_locatelli_et_gianni_copetti.doc

21 dicembre 2010

ANSA.it > Economia > News

Vola la disoccupazione Tocca l\'8,7%, al top dal 2004 Istat: un giovane su quattro non lavora con punte del 36% per le donne del Sud

21 dicembre, 2010

ad ottobre é cresciuto all\'8,7% dall\'8,4% di settembre. Lo comunica l\'Istat, aggiungendo che si tratta del valore più alto dall\'inizio delle serie storiche mensili, ovvero dal gennaio 2004. L\'Istat ha infatti rivisto al rialzo il precedente dato, che stimava il tasso di disoccupazione, sempre in base a dati destagionalizzati, pari all\'8,6%.

DISOCCUPAZIONE TERZO TRIM. CALA A 8,3%  - Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre del 2010 è calato all\'8,3% dall\'8,4% del secondo trimestre. Lo comunica l\'Istat in base a dati destagionalizzati. Si tratta della prima discesa a livello congiunturale dopo sette trimestri di crescita.

DISOCCUPAZIONE GIOVANI A 24,7%, PER DONNE SUD AL 36% - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel terzo trimestre del 2010 raggiunge il 24,7%. Lo comunica l\'Istat, aggiungendo che il tasso tocca un massimo del 36% per le donne nel mezzogiorno. L\'Istat spiega che il tasso di disoccupazione giovanile mostra ancora una crescita a livello tendenziale.





Stampa Italiana - dal corriere europeo

19 dicembre 2010

 

16/12/2010    Stampa Italiana all\'Estero

CORRIERE EUROPEO (LUSSEMBURGO)/ 150° DELL’UNITÀ D’ITALIA E POVERTÀ IN ITALIA – DI MONICA PRANDI

LUSSEMBURGO - Dati dell’ISTAT (Istituto italiano di statistica) di quest’anno: in Italia 1.126.000 famiglie è risultato in condizioni di povertà assoluta, per un totale di 2.893.000 persone, pari al 4,9 per cento dell\'intera popolazione. Quasi 5 italiani su 100 possono essere considerati \"i poveri tra i poveri\" dal momento che non possono avere uno standard di vita minimamente accettabile. In totale sono 8 milioni e 78mila le persone povere in Italia, il 13,6 per cento dell\'intera popolazione. I poveri nel Sud dell’Italia sono 5 volte superiori a quelli del Nord. Riferisce ancora l\'Istat: è sostanzialmente stabile la povertà in Italia negli ultimi quattro anni e immutati sono i profili della famiglie povere. Questo sta a dimostrare che l’Italia non fa assolutamente nulla per queste persone. Tanto è vero che soltanto in Italia (insieme alla Grecia) tra i paesi dell’UE, non esiste alcun fondo di solidarietà, come negli altri paesi d’Europa, dove si dà un sussidio a tutti bisognosi\". A scrivere è Monica Prandi che, dalle pagine del \"Corriere Europeo\", spiega perché la Fnie ha chiesto all’Italia di non spendere soldi per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità.

\"La FNIE, la Fondazione degli Italiani d’Europa, con sede a Lussemburgo col sostegno del quotidiano di lingua italiana \"Corriere Europeo\", ha colto l’occasione dell’invito del nuovo ambasciatore d’Italia alla stampa del 13 dicembre per l’apertura delle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, per fare una manifestazione dinanzi l’Ambasciata, e per dare una lettera all’Ambasciatore da rimettere al governo italiano. In essa è esplicitamente richiesto che non si spenda un solo centesimo per questi festeggiamenti e che questi soldi siano devoluti all’aiuto ai poveri nel nostro Paese.

Dove finiscono i soldi che l’Italia dice di non avere per creare un fondo di solidarietà nazionale, che esiste in tutta Europa? Il Quirinale costa ai contribuenti 225 milioni di euro l’anno (l’Elysée 35 milioni, il palazzo della regina d’Inghlilterra 45 milioni, il palazzo del presidente tedesco 40 milioni). Un parlamentare italiano ha una indennità di 14.500 euro al mese contro i 5000 di un francese, 6200 di un tedesco. È stato calcolato che sono circa 800.000 le persone che nel nostro Paese \"vivono di politica\" con lauti stipendi.

È sufficiente conoscere questi dati (che sono ufficiali e sotto gli occhi di tutti) per capire dove finiscono i soldi dei contribuenti dati allo Stato e come si spiega che non si trovino i soldi per creare un fondo di solidarietà nazionale. C’è solo da sperare – e questo era lo scopo della manifestazione dinanzi la residenza dell’Ambasciatore a Lussemburgo – che con le celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, si cominci a parlare anche di aiuti ai nostri poveri, che non sono rappresentati, come sappiamo, da alcun organismo.

Come è costume nel nostro Paese, quando si vuol risolvere un problema grave, si fa presto, non se ne parla e così il problema non esiste.

Ora, come si ricorderà, dal 1999 al 2004, in 39 città italiane è stato fatto l’esperimento sull’applicazione del Reddito Minimo di Inserimento (che era la stessa cosa del RMG). Ho chiesto a vari assistenti sociali di Genova, che è una di queste 39 città e mi hanno risposto senza esitazione: \"Lo rimpiangiamo ogni giorno che passa. Una persona sola, prendeva poco, ma una famiglia, in stato di necessità, con più figli arrivava a prendere anche un milione di lire al mese. Ogni sei mesi c’era il controllo se rispettavano le regole. Col Reddito Minimo di Inserimento ricevevano qualcosa, che nel quartiere si capiva che non era una elemosina. Dopo anni che questo esperimento del RMI è finito, vengono ancora a chiedere\".

Una prima riflessione. Vi pare che un grande Paese come il nostro, prima potenza culturale al mondo e tra i primi paesi più industrializzati, non sia in grado di assistere chi è in stato di necessità? Non si può, ma soprattutto non si deve, accettare una cosa simile, da dove la nostra iniziativa. Un’ultima riflessione. Chi arriverà ad applicare in Italia un sistema sociale come quello del RMG, passerà sicuramente alla storia come il più grande statista del nostro Paese di tutti tempi. Col 150° dell’Unità d’Italia alle porte è forse maturo il momento che questo statista si faccia avanti.

La manifestazione che la FNIE ha tenuto davanti all’Ambasciata d’Italia a Lussemburgo, non è che la prima di una lunga serie di manifestazioni che terrà dinanzi alle nostre sedi diplomatiche nonché ai consigli dei ministri dell’UE, al fine di far aprire il dibattito nel nostro Paese (col contributo dunque degli italiani d’Europa) tendente a rispondere alla domanda, cui fino ad ora nessuno sa rispondere, e cioè: come vive in Italia chi è senza lavoro e senza redditi? Negli altri paesi d’Europa, hanno già dato una risposta col reddito minimo garantito\". (aise)

 

 

 





NOTIZIE DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

17 dicembre 2010


newsletter_17_12_2010.pdf

Il reddito garantito oltre la crisi globale

12 dic.

R.d.C. e SOCIETA\'

 

Il reddito garantito oltre la crisi globale

di Rachele Serino
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ABSTRACT

Può il basic income costituire una risposta adeguata per allontanare le nubi di una congiuntura internazionale sempre più segnata dai drammi della crisi economica, della guerra permanente, della devastazione ambientale? Un reddito per tutti può essere in relazione con un tema come la giustizia? 

 

 

Il reddito garantito oltre la crisi globale

di Rachele Serino

 

Può il basic income costituire una risposta adeguata per allontanare le nubi di una congiuntura internazionale sempre più segnata dai drammi della crisi economica, della guerra permanente, della devastazione ambientale? Un reddito per tutti può essere in relazione con un tema come la giustizia?

La forza degli argomenti a sostegno del basic income crediamo non si esaurisca con le tante argomentazioni che evidentemente emergono in tempi di così drammatica crisi economica e finanziaria; crediamo anzi, che sia proprio in tempi come questi che si debbano attraversare territori più accidentati ma capaci forse di dare ancora più slancio, connettendosi ad esempio con quegli approcci teorici che, pur non partendo esplicitamente dall\'istituzione e dal riconoscimento del «diritto a esistere» riescono comunque ad arricchirne la portata sociale e politica. Portata non indifferente nemmeno sul piano della più alta tra le aspirazioni umane, la libertà.

Ragionamenti molto concreti circa l\'intreccio tra etica ed economia ad esempio ci sono stati forniti da Amartya Sen, che nei suoi studi sulle capabilities non ha mancato di mettere bene in evidenza come le libertà sostanziali (libertà di/libertà da) siano strettamente vincolate alle condizioni sociali ed economiche: «lo sviluppo consiste nell\'eliminare vari tipi di illibertà che lasciano agli uomini poche scelte e poche occasioni di agire secondo ragione; eliminare tali illibertà sostanziali è un aspetto costitutivo dello sviluppo».

Al tempo della frammentazione dei legami solidi della modernità, della ridondanza di informazioni e inconsistenza dei beni acquisiti, anche la riconoscibilità del proprio essere nel lavoro viene messa in crisi; condizioni di povertà, di marginalità e di privazione producono la riduzione di capacità combinate, e quindi della propria libertà. Specularmente, ogni intervento di welfare, dovrebbe focalizzarsi sulla complessa condizione delle persone che vivono, insieme a una riduzione del reddito, una drastica riduzione e/o perdita di possibilità e di competenza ad agire.

Ancora più oltre si spinge Martha Nussbaum rilevando come indicatori di benessere di una società elementi quali il potere di ridere, giocare, immaginare, amare e soffrire, vivere nella natura. Indicatori che esprimono la complessità di un pensiero per cui la libertà non coincide con la mera mancanza di coercizione ma arriva fino alla predisposizione di risorse istituzionali affinché tutti abbiano le stesse capacità di partenza. La logica della precarizzazione e frammentazione infatti cerca di mistificare un lato della medaglia, ovvero quello in cui l\'umanità è allo stesso tempo capace di compiere scelte in autonomia, ma anche bisognosa materialmente e socialmente. Ignorare la condizione di bisogno quindi significa privare le persone della possibilità di scegliere ed in ultima analisi condizionare lo sviluppo della socialità e delle società.

L\'approccio di questi due autori, pure lontani dai modelli welfaristici di qualunque matrice, converge con il basic income in particolare su due ordini di argomenti: le riflessioni intorno al tema della libertà di scelta e quelle sulla interdipendenza.

Anche così emerge una delle ragioni forti a favore del basic income, cioè la sua capacità di riequilibrare i rapporti di potere asimmetrici e di riconoscere il diritto di ogni individuo ad avere una dotazione di base che consenta lo sviluppo delle capacità e sciolga i lacci della dipendenza e del destino.

La possibilità di scegliere diventa quindi un indice universale ed in questo sta lo scontro con un sistema economico che pretendere invece di dettare strade, mete, gusti e di stabilire anche chi, dove e quanti possono e/o devono usufruire delle risorse.

Mentre la retorica ideologica della flessibilità del mercato a qualunque costo sembra non rallentare il suo cammino, allo stesso tempo alimenta il bisogno di guardare al basic income come a quella proposta che sempre di più sembra essere capace di portare ovunque dignità e possibilità e così facendo aprire porte che oggi sembrano chiuse da guardiani violenti e ciechi.

E\' quindi sui contenuti della giustizia il terreno di scontro e di crescita di una proposta come quella del basic income. Quando un bene primario, come la possibilità di vivere la propria vita, viene a mancare perché messo in crisi e in pericolo e al suo posto si forma una voragine, non possiamo che cercare: cercare nella cultura che cambia senza andare avanti, nell\'economia che cresce ma non fa crescere né la gioia né il senso di sicurezza, nella vita che sembra tutto un mercato, in una umanità stretta fra il troppo e il troppo poco (cibo, lavoro, relazioni), e cercando ci si apre la strada di quel comune che si esprime sempre e comunque a dispetto della realtà.

«Una parola è morta quando l\'hai detta, dicono alcuni. Io dico invece che incomincia a vivere proprio quel giorno» (E. Dickinson). Il nostro compito in questa fase è stato - e vogliamo che continui a essere - quello di ripetere, amplificare, portare in giro in ogni luogo le parole reddito per tutti, perché crediamo che contengano un principio vitale e necessario. Un principio che acquista forza sempre più nella consapevolezza di quelli che guardano al mondo come ad un bene di tutti e che per questo chiedono di essere parte di quel bene, mettendo in comune le risorse per uno sviluppo delle possibilità.

 





Appello per difendere e rilanciare la legge sul Reddito Minimo Garantito nel Lazio

12 dic. 2010

Appello per difendere e rilanciare la legge sul Reddito Minimo Garantito nel Lazio

Associazione Bin Italia,   10 dicembre 2010,

L\'iniziativa     Questo appello vuole raccogliere la sensibilità delle associazioni, della società civile, delle personalità culturali ed accademiche, dei singoli cittadini per l\'attuazione della legge regionale del Lazio sul Reddito Minimo Garantito come primo esperimento nazionale di costruzione di un sostegno al reddito per contrastare la disoccupazione, la precarietà e le nuove povertà

Il 4 marzo 2009 la Regione Lazio ha istituito una legge per il \"reddito minimo garantito per precari, disoccupati ed inoccupati\" come misura di sostegno al reddito per i cittadini nel Lazio che vivono al di sotto di 8mila euro annui. All\'avvio della legge sono arrivate ben 115mila richieste, una cifra imponente tenuto conto che la Regione aveva individuato, come avviamento della legge, solo nel target 30-44 anni coloro che potevano fare domanda. Questo numero cosi alto di domande ha attestato l\'urgenza di un intervento come la garanzia di un reddito minimo nel nostro paese a favore di soggetti che non godono di protezioni di altra natura, a cominciare dagli ammortizzatori sociali.

Riteniamo per questo, in tempi di crisi economica cosi acuta e pervasiva e nell\'anno europeo di lotta alla povertà, che questa legge possa e debba essere sostenuta e rilanciata come sperimentazione utile alla realizzazione di una misura nazionale.

Rilevato che il diritto al reddito minimo garantito è riconosciuto dall\'art. 34 terzo comma
a della Carta dei diritti fondamentali dell\'Ue che con l\'entrata in vigore del Trattato di Lisbona è divenuta obbligatoria, come un fundamental right di matrice europea, così come dalla Carta sociale europea del Consiglio d\'europa ( artt. 30 e 31) e dalla Carta dei lavoratori e delle lavoratrici comunitari del 1989 (art. 10);

considerato che il Parlamento europeo con una recente Risoluzione ha invitato tutti i paesi membri ad adottare sistemi di garanzia di tale diritto, ritenendoli indispensabili per salvaguardare la dignità essenziale di ogni cittadino europeo;

atteso che la detta Strategia 20-20 prevede come obiettivo comune la riduzione del 20% del numero dei poveri in Ue e che lo strumento del sostegno al reddito per coloro che sono esposti al rischio di esclusione sociale è la misura più diretta ed efficace per combattere l\'emarginazione sociale, soprattutto nei confronti di soggetti esclusi da tempo dal mercato del lavoro;

ricordato che nonostante la situazione di colpevole inerzia del nostro paese stigmatizzata più volte nelle sedi europee, la Regione Lazio nel 2009 ha approvato una legge sul reddito minimo garantito che prevede un aiuto pari a 580 euro mensili ai soggetti con una capacità contributiva inferiore agli 8.000 euro annui;

ricordato che hanno fatto richiesta di tale aiuto oltre 115.000 persone e che, in relazione ai fondi stanziati, la Regione ha deciso di accogliere solo una percentuale di queste;

ritenuto che il ritardo nei pagamenti costituisce una violazione di un diritto sociale fondamentale e che appare del tutto ingiustificabile trattandosi di spese con carattere di urgenza indilazionabili visto lo scopo alimentare del sussidio per soggetti non coperti in alcun modo da altre protezioni come gli ammortizzatori sociali;

ritenuto che non attuando questa legge si cancellerebbe un\'iniziativa che si distingue per la sua sensibilità sociale e per avere razionalmente risposto, in chiave di sussidiarietà e di tutela della dignità essenziale della persona, alle indicazioni europee e alle necessità di salvaguardare i bisogni sociali di carattere primario che proprio l\'alto numero di richiedenti dimostra.

Invitiamo la Regione Lazio a provvedere all\'immediato pagamento del sussidio dovuto ai soggetti già selezionati; a provvedere ad un nuovo e maggiore finanziamento della legge anche con il diretto coinvolgimento ed impegno del Governo italiano cosi da dare risposta a tutti coloro che ne faranno richiesta e che ne hanno necessità anche nella prospettiva dell\'adozione di una legge statale in materia.

Per tutto ciò ti chiediamo di firmare questo appello inviando una mail a info@bin-italia.org

Aggiornamenti sulle adesioni
www.bin-italia.org





se Dante ci fosse...

11 dicembre 2010

Protesta a Napoli, imbrigliata statuta di Dante

Intanto la riforma dell\'università sarà discussa in aula al Senato dopo il dibattito sulla fiducia previsto per martedì 14 dicembre

04 dicembre, ANSA.it

NAPOLI - Hanno imbrigliato la statua di Dante a Napoli per \"ribadire il proprio dissenso contro il processo di mortificazione che la cultura sta subendo in Italia\", e per protestare, anche così, contro la riforma Gelmini. La singolare iniziativa, in piazza Dante, ad opera degli studenti di architettura. Ai piedi della statua, è stato collocato anche uno striscione \"fatti non foste a viver come bruti\". E poi, ancora, slogan come \'la cultura non e\' solo un monumento, impediamo il degrado del pensierò. Non è la prima volta che le statue, a Napoli, diventano \'protagoniste\' di singolari proteste: tempo fa la statua di Garibaldi fu incappucciata per fare in modo \"che non guardasse il disastro sociale della città\". E poi, nel bel mezzo dell\'emergenza rifiuti, cartelli di protesta \'affidati\' alle mani delle statue di piazza del Plebiscito. (ANSA).
SS/

Dai tetti ai monumenti e, ora, ai teatri di lirica. La protesta degli studenti contro la riforma dell\'universita\' non si ferma, nonostante il provvedimento sia al Senato in attesa che si voti la fiducia il 14 dicembre, e anzi viene rilanciata con nuove iniziative e con l\'appoggio dei liceali: come a Napoli dove hanno occupato i binari della metropolitana, come a Roma dove hanno sfilato per le vie del centro e fatto un\'occupazione lampo alla stazione Tiburtina o come a Torino, dove hanno bloccato il traffico.

Ma e\' il nuovo scenario della protesta universitaria sembrano proprio essere i teatri, attraverso i quali si salda anche il disagio dei lavoratori della cultura colpiti dai tagli: e\' stato il caso del Massimo di Palermo, occupato e liberato dai ragazzi al canto di \'\'Va\' pensiero\'\'.

Tutto e\' iniziato il 30 novembre con l\'occupazione del Petruzzelli a Bari. Poi e\' stata la volta degli studenti dei Dams di Roma 3 all\'apertura della stagione dell\'Opera e, soprattutto, al San Carlo di Napoli, dove i rappresentati delle maestranze e dei musicisti hanno detto che un incontro pacifico e\' stato reso violento dall\'intervento della polizia. E dovei gli studenti sono tornati per imbavagliarsi davanti al teatro. Al momento non si hanno notizie di particolari iniziative, ma martedi\' e\' in programma la prima della Scala: gia\' i sindacati Cgil e Cub hanno annunciato la loro protesta nella piazza, con i Cub che hanno esteso l\'invito agli studenti. E sempre martedi\' a Firenze e\' prevista la prima della Tosca.

A Palermo, dopo quanto avvenuto a Napoli tutto si e\' svolto senza particolari problemi: il direttore di sala ha denunciato di essere stato aggredito. Ma per il resto, alcuni dei circa tremila studenti che stavano manifestando contro la riforma Gelmini hanno occupato all\'improvviso il Teatro Massimo, uno dei piu\' grandi d\' Europa. I manifestanti sono entrati all\'interno del Teatro, la cui biglietteria era aperta, invadendo la platea e salendo sul palco del tempio della lirica. Poi, prima di uscire, assieme al coro del teatro, hanno intonato \'\'Va\' pensiero\'\' e sono stati applauditi dagli attori che stavano provando \'\'La fanciulla del west\'\'. Alla protesta, come in altre parti d\'Italia hanno partecipato sia gli alunni di alcuni istituti superiori della citta\' sia gli studenti universitari che avevano occupato simbolicamente l\'aula magna della facolta\' di Ingegneria. Sul versante politico e\' intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale riformare l\'universita\' e\' indispensabile, \'\'ma e\' necessario introdurre il criterio del merito\'\'.

Per Fini non vi e\' dubbio che la protesta di questi giorni ha visto in campo ragazzi strumentalizzati, \'\'i professionisti della protesta\'\', ma anche molti giovani \'\'che esprimevano il desiderio di migliorare le cose\'\'. Infine, da registrare la polemica dei Giovani democratici, che hanno criticato Renzo Bossi per la sua frase: \"La riforma dell\'università è indispensabile, spesso i giovani vanno in piazza oggi non sapendo quali sono i punti della riforma\": \"Renzo Bossi - hanno replicato i GD - si rassegni: gli studenti italiani sono molto più coscienti e liberi di quello che vorrebbero le destre. E l\'11 dicembre saranno in piazza per continuare a ribadire il proprio no a questo governo e il loro impegno per un\'università e un paese migliore





da Jeremy Rifkin

11 dicembre 2010

Rifkin: uomo in pericolo per aumento temperatura

Secondo scienziati +3 gradi entro fine secolo

10 dicembre, ANSA.it >

 

ROMA - Anche l\'uomo e\' una specie in pericolo per i cambiamenti climatici. Lo ha detto Jeremy Rifkin, l\'esperto Usa di energie rinnovabili e presidente di Foundation on Economic trends, in una videointervista all\'ANSA in occasione del recente think tank promosso da \'Barilla Center for food and nutrition\'. Noi umani, ha spiegato, viviamo della fotosintesi, e siamo l\'0,5% della biomassa sulla Terra; \'\'siamo meno dell\'1%, ma utilizziamo il 24% di tutta la fotosintesi del pianeta. E cio\' e\' insostenibile\'\' ha sottolineato.

Secondo gli scienziati, la temperatura aumentera\' di tre gradi entro la fine secolo. Torneremo quindi alle temperature di tre milioni di anni fa quando l\'uomo non esisteva. Per ogni grado Celsius in piu\', ha precisato ancora Rifkin, \'\'l\'atmosfera assorbe il 7% di precipitazioni; il che significa un sostanziale cambiamento climatico e del ciclo dell\'acqua in particolare, a cui molti non si adattano. Siamo veramente preoccupati. I casi di siccita\' registrati in California, ma anche in Russia e in Asia, significa meno raccolti, quando entro 30 anni con l\'incremento demografico saremo 9 miliardi di persone. C\'e\' il rischio che si inneschi - avverte l\'esperto - una guerra per il cibo. Una persona su sei dipende dai ghiacciai che si stanno sciogliendo, dalle Ande alle Alpi, un secolo prima di quanto previsto. Qualcosa deve cambiare in agricoltura. Ogni produttore dovrebbe essere in grado di sfruttare la terra, il biogas proveniente dagli animali, gli impianti dell\'azienda agricola, per immagazzinare l\'energia sotto forma di idrogeno, e poi essere connesso alla rete centrale per distribuire il surplus, a basso tasso di carbonio. Questa e\' la nuova rivoluzione industriale, la terza, che coinvolge il settore energetico\'\'.





IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

10 DICEMBRE 2010


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DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

10 DICEMBRE 2010


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Lingue e brevetti,

8 DICEMBRE 2010

una decina di stati europei vogliono che si usi solo inglese, francese e tedesco

Lingue dei brevetti comunitari, Italia e Spagna si appellano al Consiglio Ue

Lettera di Berlusconi e Zapatero che non vogliono che vada in porto la procedura della cooperazione rafforzata

una decina di stati europei vogliono che si usi solo inglese, francese e tedesco

Lingue dei brevetti comunitari, Italia e Spagna si appellano al Consiglio Ue

Lettera di Berlusconi e Zapatero che non vogliono che vada in porto la procedura della cooperazione rafforzata

Silvio Berlusconi e Josè Luis Zapatero (Epa)

MILANO - Italia e Spagna non ci stanno. E si riaccende in sede europea lo scontro sulla questione delle lingue da usare nei brevetti comunitari. Da un lato una serie di Paesi guidati da Francia e Germania che vogliono che d\'ora in poi per i brevetti si usino inglese, francese e tedesco e che sono pronti a partire, se necessario, anche facendo valere le nuove norme solo all\'interno di un gruppo ristretto di Stati membri, utilizzando per far questo uno strumento giuridico chiamato «cooperazione rafforzata», dall\'altro Italia e Spagna i Paesi più grandi tra quelli penalizzati dall\'esclusione delle loro lingue. Alla finestra la Gran Bretagna, visto che nessuno dei contendenti mette in discussione la lingua inglese. Tuttavia c\'è da considerare che la Gran Bretagna, in un primo tempo gran promotrice dell\'iniziativa di riduzione del numero delle lingue, all\'ultimo momento si è tirata indietro per problemi di giurisdizione (a Londra non piace l\'idea che la Corte di giustizia europea acquisisca anche competenza in materia di brevetto Ue).

LA LETTERA - Così oggi il presidente del Consiglio, Silvio Belusconi, e il premier spagnolo, Josè Luis Zapatero, hanno chiesto ufficialmente con una lettera a tutte le cancellerie europee di mettere la questione del brevetto comunitario all\'ordine del giorno del Consiglio Ue della prossima settimana, dichiarandosi nettamente contrari alla proposta di ricorrere alla procedura della cooperazione rafforzata.

MECCANISMO - Nella lettera - secondo quanto si apprende - Berlusconi e Zapatero sottolineano in particolare come la cooperazione rafforzata - chiesta da dieci Paesi europei - debba restare «un meccanismo eccezionale». Meccanismo che - scrivono i due leader - «in nessuna circostanza deve essere utilizzato per escludere degli Stati membri disposti a negoziare». Roma e Madrid ribadiscono dunque che da parte loro resta la disponibilità ad approfondire la questione, per tentare di superare le divergenze finora emerse al tavolo del negoziato. Divergenze che al momento sembrano incolmabili, visto che l\'ultima proposta sul brevetto comunitario avanzata dalla presidenza belga della Ue ricalca sostanzialmente la proposta originaria del commissario Ue al mercato interno, Michel Barnier. Proposta che prevede in particolare il principio del trilinguismo. I brevetti, in pratica, secondo le nuove regole potranno essere tradotti solo in inglese, francese e tedesco. Ed è questo il motivo per cui l\'Italia e la Spagna hanno posto il veto sulle nuove norme, ritenendole inaccettabili e discriminatorie.

COOPERAZIONE RAFFORZATA - La decisione dei due leader arriva nel momento in cui una fetta consistente dei Paesi europei si è mossa per avviare la «cooperazione rafforzata» sulla riforma dei brevetti europei, una procedura che potrebbe escludere l\'Italia dal nuovo sistema, secondo quanto riferito proprio dal commissario Ue al mercato interno, Michel Barnier. Il commissario ha detto di aver ricevuto una lettera firmata da dieci stati per avviare la procedura. Nove stati sono necessari per far partire il procedimento, che finora è stato applicato soltanto una volta in materia di divorzi transfrontalieri. I Paesi firmatari sono Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Slovenia e Svezia. Il commissario ha anche aggiunto che «altri due Stati si aggiungeranno presto», senza specificare quali. Italia e Spagna si sono a lungo opposti al regime linguistico dei brevetti proposto dalla Commissione che prevede l\'uso di tre lingue legalmente vincolanti, inglese, francese e tedesco. La cooperazione rafforzata è una procedura per prendere decisioni tra almeno un terzo degli stati membri con effetti legali solo tra di essi. Gli altri Paesi possono sempre aderire in un secondo momento.

LA VICENDA - Occorre precisare però che lo stato attuale delle cose è stato facilitato anche dall\'incertezza mostrata dall\'Italia che ha in una certa fase appoggiato informalmente l\'ipotesi del monolinguismo basato sull\'inglese, per tagliare costi e facilitare accesso a brevetti per piccole aziende che potrebbero non essere in grado di sostenere costi di traduzione da tedesco o francese. L\'ultimo tentativo di compromesso è fallito a novembre in un Consiglio straordinario competitività al quale partecipò il dimissionario ministro per gli Affari europei Andrea Ronchi. La cooperazione rafforzata in materia di brevetto Ue significa che l\'Italia si troverebbe fuori dal nuovo quadro giuridico relativo al brevetto Ue con gravi rischi per la competitività delle aziende nazionali. Barnier ha assicurato che «il nuovo brevetto non discriminerà nessuno. Tutte le aziende, anche di paesi che non si uniscono subito al nuovo quadro normativo, potranno usare brevetto europeo», ha detto il commissario. Tuttavia diverse incertezze legali rimangono. I servizi giuridici del Consiglio saranno ora chiamati a valutare se una cooperazione rafforzata in una materia talmente delicata sia effettivamente possibile. Per avviare la procedura, dopo la proposta ufficiale della Commissione, sarà necessaria una maggioranza qualificata del Consiglio. Si attende inoltre ancora una sentenza della Corte Ue di Giustizia che potrebbe invalidare l\'intero piano di istituire un brevetto europeo.

Redazione online
08 dicembre 2010

Corriere della Sera

 





NOTIZIE DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

3 DICEMBRE 2010


newsletter_03_12_2010.pdf

NOTIZIE INTERESSANTI DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

28 NOVEMBRE 2010

ATTENZIONE: ci sono concorsi per assistenti presso l\'UNIONE EUROPEA



newsletter_26_11_2010.pdf

RICEVIAMO E RITRASMETTIAMO

28 NOVEMBRE 2010

NUOVA SEZIONE DEL PSI-PSE  BRUXELLES-EUROPA

28 novembre 2010

Manifesto dei valori

  • Il Partito Socialista è una novità nel panorama politico italiano, una speranza per il rinnovamento e la modernizzazione del Paese, contro ogni forma di conservazione politica, economica e culturale. Una forza politica rivolta a valorizzare i meriti e a rispondere ai bisogni individuali e collettivi.

Per queste ragioni il socialismo democratico è oggi di attualità per saldare le attese delle vecchie e delle nuove generazioni, per dare un contributo a una moderna società della conoscenza, per riaffermare, insieme alla battaglia per nuovi diritti, l’etica dei doveri e della responsabilità.

Il Partito socialista, in Italia come nel resto d’Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.

  • Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
  • Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità: contrasta i ricorrenti tentativi di invadenza delle burocrazie statali, delle religioni e delle ideologie nella sfera della libertà individuale; fonda la sua azione sul rispetto dei diritti civili ed umani in Italia come nel mondo.
  • Il Partito Socialista crede nel valore dell’uguaglianza che si realizza attraverso l’allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L’uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili.
  • Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi. Contrasta ogni forma di fondamentalismo che vuole trasformare i propri precetti in leggi dello Stato.
  • Il Socialismo considera il lavoro come l’espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l’istruzione e la formazione durante l’arco di tutta la vita. Il Partito Socialista vuole che il lavoro sia adeguatamente retribuito e riconosciuto, e sostiene la necessità per tutti coloro che non siano in condizioni di lavorare di ricevere un reddito di base adeguato ai loro meriti e alla loro condizione.
  • Il Partito Socialista continua la sua battaglia secolare per una maggiore giustizia sociale lottando contro le diverse forme di povertà e di emarginazione, fin da quelle che riguardano i primi anni di vita. I sistemi di sicurezza sociale, a cominciare da quelli della casa, della sanità, dell’istruzione e della previdenza devono contribuire a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, devono prevenire i rischi di impoverimento e di esclusione e devono essere completati abolendo privilegi e garanzie corporative che danneggiano gli interessi dei più bisognosi.
  • Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali. La difesa della sicurezza non ammette acquiescenza nei confronti della grande criminalità, della violenza razzista e xenofoba, dei fenomeni diffusi di violenza, con particolare riferimento alle donne ed ai minori, e nei confronti della piccola criminalità che colpisce soprattutto gli strati deboli della società.
  • I socialisti e le socialiste lavorano per ampliare i diritti e le libertà che le donne hanno conquistato e continuano a lottare per eliminare le gravi discriminazioni ancora esistenti. Il Partito Socialista garantisce nelle sue strutture e nella pratica politica le pari opportunità tra uomini e donne.
  • Il Partito Socialista s’impegna per lo sviluppo della democrazia economica, politica e culturale; opera per un rafforzamento continuo della democrazia rappresentativa, per dare più credibilità delle istituzioni e per consentire al cittadini attraverso il voto libero e segreto di scegliere una politica, un partito e i propri rappresentanti.

 



28_nov.10_nuova_sezione_del_psi_pse_-_bruxelles-europa.doc

LA CASA PER L\'EUROPA INFORMA

19 NOVEMBRE 2010


newsletter_19_11_2010.pdf

Per i malati tumore record di attese, ecografia in 340 giorni

19 novembre 2010

Per i malati tumore record di attese, ecografia in 340 giorni

Denuncia del Tribunale per i diritti del malato

18 novembre, fonte : ANSA

ROMA - Crescono le liste d\'attesa per esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici, con attese record per l\'oncologia. Per un\'ecografia all\'addome si deve aspettare fino a 340 giorni, per una Tac circa 220 giorni, 1 anno per un intervento di chirurgia generale e 18 mesi per uno di ortopedia, con tempi che si allungano anche nel privato. Il Rapporto PIT Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del Malato dal titolo \'Diritti non solo sulla carta\' rende noti i numeri di uno scenario che rappresenta il 15% delle motivazioni di ricorso al Tribunale dei Diritti del Malato. Sono segnalazioni che il Rapporto definisce \'violazioni del tempo\' e riguardano sia le liste d\'attesa che le lungaggini per l\'accertamento dell\'invalidità civile e dell\'handicap. Secondo i dati, l\'ecografia, in particolare quella all\'addome é l\'esame per il quale si deve aspettare fino a poco meno di un anno e nel 2009 ha rappresentato il 27,3% delle segnalazioni (+3,9% sul 2008). Nello stesso anno hanno registrato tempi di attesa elevati anche le richieste per la Tac, fino a 220 giorni, mentre sono calati i tempi per risonanze magnetiche, mammografie ed ecodoppler.

Nell\'area delle visite specialistiche con i ritardi più rilevanti, al primo posto c\'é l\'oncologia, insieme all\'odontoiatria. \"Ci allarma avere la sensazione che il tumore possa attendere - si legge nel Rapporto - anche più di un anno per una visita di controllo dopo un melanoma\". Tra gli altri ambiti di specializzazione compare la ginecologia e l\'ostetricia, dove le segnalazioni sui ritardi sono più che triplicate in un anno, \"segno che le future mamme - prosegue il dossier - sono impossibilitate ad accedere in tempi utili a visite di controllo presso il Servizio pubblico e sono costrette a rivolgersi, come ormai risaputo, a professionisti privati\". Tra gli interventi per i quali c\'é più da attendere, al primo posto ci sono quelli di chirurgia generale, con liste lunghe anche più di un anno. Segue l\'ortopedia e gli interventi oncologici. Secondo il dossier \"i tempi si sono allungati soprattutto nelle strutture private e convenzionate\". Infine, per ottenere il riconoscimento di un\'invalidità civile e di un handicap gli italiani devono aspettare oltre un anno, a fronte dei 9 mesi previsti dalla normativa

RECORD ERRORI MALATI - Errori terapeutici e diagnostici, in crescita soprattutto per i malati di tumore, infezioni ospedaliere e mancanza di informazioni sulle prestazioni assistenziali. Sono gli elementi che caratterizzano la sanità vista dai cittadini, almeno da quei 228mila italiani che dal 1996 ad oggi si sono rivolti al Tribunale dei Diritti del Malato, in media 16mila all\'anno, più di 40 al giorno. Nel rapporto di Cittadinanzattiva emerge che 74 segnalazioni su 100 riguardano errori, suddivisi in terapeutici (49,5%) e diagnostici (24,5%) . Tra i presunti errori terapeutici, al primo posto ci sono quelli dell\'area ortopedica, seguiti dall\'oncologia e dall\'odontoiatria. Le sospette errate diagnosi, invece, si concentrano nell\'oncologia, con il 38,6% delle segnalazioni.

\"Il boom negativo dell\'oncologia merita un\'attenta analisi - scrivono i curatori del Rapporto - . Il trend in aumento potrebbe essere determinato dall\'accresciuta sensibilità dei cittadini ma temiamo che sia determinato dalle difficoltà di accedere, in tempi utili, ad accertamenti diagnostici, dai macchinari vecchi, da un\'organizzazione inadeguata e dalla mancanza di formazione del personale, soprattutto per la lettura delle immagini\".

Dopo gli errori, seguono le segnalazioni per infezioni ospedaliere, cresciute del 4,9% nell\'ultimo trentennio. I cittadini, poi, lamentano la scarsità di informazioni sulle prestazioni socio-sanitarie e su quelle assistenziali (come l\'esenzione dal pagamento del ticket). In particolare, mancano informazioni nell\'area della salute mentale, in quella delle prestazioni odontoiatriche e dei servizi di riabilitazione. Infine, gli italiani segnalano difficoltà ad accedere a riabilitazione, residenze sanitarie assistite e lungodegenze, ambiti in cui gli ostacoli sono aumentati nel 2009 dell\'11%, rispetto al 2008. Le segnalazioni parlano di rette più alte, tempi medi di degenza ridotti e mancanza di strutture che sappiano gestire pazienti con quadri clinici complessi. Va male anche l\'assistenza ospedaliera, in particolare, per le dimissioni premature e il rifiuto del ricovero, entrambe voci cresciute negli ultimi 12 mesi.

 





LA FINANZIARIA E GLI ITALIANI ALL\'ESTERO

18 NOVEMBRE 210

FINANZIARIA

Tagli, insorgono gli italiani all\'estero
\"Così si compromette la nostra cultura\"

Ridotte anche le risorse per il welfare e la sanità: penalizzati gli emigrati indigenti che vivono nei Paesi senza assistenza pubblica garantita. Manifestazione di protesta oggi a Roma davanti a Palazzo Chigi

di ROSARIA AMATO

Il ministro degli Esteri Frattino con il premier moldavo

ROMA - Alcune settimane fa c\'è stata la denuncia della \"Dante Alighieri\" 1, l\'istituto che promuove nel mondo la lingua e la cultura italiane. Ma i tagli che riguardano gli italiani all\'estero non si limitano alla cultura, colpiscono anche il welfare, gli anziani che vivono in condizioni di indigenza, ai quali viene di fatto negata l\'assistenza medica: è per questo che oggi i rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all\'estero hanno deciso di scendere in piazza. Si sono dati appuntamento davanti al Museo dell\'Emigrazione Italiana, al Vittoriano, e poi hanno raggiunto Palazzo Chigi, chiedendo di essere ricevuti dal governo. Richiesta che in effetti può suonare un po\' strana, visto che il CGIE è un ente pubblico, istituito con legge dello Stato e presieduto da un ministro della Repubblica, il titolare degli Esteri Franco Frattini. Ma i consiglieri hanno ritenuto di non avere alternative, dal momento che \"dal 2009 ad oggi le risorse per l\'emigrazione sono passate da 60 milioni di euro a 29 milioni\".

Cosa significa? \"In questo modo si compromette la possibilità stessa di una politica a favore dei 4 milioni di italiani di cittadinanza e le decine di milioni di oriundi italiani\". Per i figli degli emigranti, cioè, magari serenamente inseriti nel Paese dove vivono, l\'unica possibilità di manterene un legame con la lingua

e la storia dei propri genitori o dei propri nonni è rappresentata proprio dalla scuola italiana, dagli istituti di cultura. Tagliarne le risorse significa, di fatto, recidere le radici.

\"In particolare i tagli infieriscono sulle spese per la diffusione della lingua e cultura italiana e compromettono alla base la possibilità di rafforzare i legami con i giovani italiani e di origine italiana - spiegano i rappresentanti del CGIE - che vogliono rafforzare i rapporti con l\'Italia e salvaguardare le loro radici e la loro identità storica e culturale\".

\"Per la cultura nel 2008 erano stati stanziati 30 milioni - ricorda Elio Carrozza, segretario generale del CGIE - con la Finanziaria attuale siamo arrivati a 14. Sono così pochi che sarebbe meglio non spenderli: per i corsi di lingua italiana per esempio non si può scendere al di sotto delle due ore settimanali, non vale più la pena di tenerli. Capisco che ci sia la crisi, ma la crisi ha investito tutti i nostri partner europei, eppure quest\'anno i francesi investono 400 milioni, la Germania 140, l\'0landa 180, e loro non hanno i nostri 60 milioni di oriundi in tutto il mondo. I figli dei nostri immigrati, pur non conoscendo l\'Italia, non avendola mai visto, hanno un attaccamento viscerale alle loro radici. Ci sono tanti giovani che tra vent\'anni saranno dirigenti d\'impresa, professori universitari: legarli all\'Italia potrebbe avere un ritorno importante. L\'Italia così perde un\'occasione di dialogo unica al mondo\".

Ma non si tratta solo di cultura: sono stati tagliati infatti, segnala il CGIE, i fondi destinati alla spesa sanitaria a favore dei cittadini italiani con oltre 70 anni e che vivono all\'estero in condizioni di indigenza, un taglio che li condanna ad essere privati dell\'assistenza, se vivono in Paesi dove la sanità è completamente a pagamento: \"Si tratta di 14.000 anziani - spiega Carrozza - che vivono prevalentemente in America Latina, e ai quali abbiamo pagato per qualche anno l\'assicurazione per un\'assistenza sanitaria minima. Si tratta di persone che hanno contribuito all\'economia del loro Paese, con le tasse alcuni, con le rimesse altri, e che hanno avuto la doppia sfortuna di nascere poveri e di emigrare in Paesi poveri. Adesso li abbandoniamo\".

Il CGIE chiede pertanto al Parlamento il ripristino di \"un\'adeguata dotazione finanziaria al capitolo italiani nel mondo\", e un passo indietro sul progetto di ridimensionamento dei consolati. Richieste che non tengono conto della crisi? Tutto sommato sostenere gli italiani all\'estero, significa continuare a giocare un ruolo importante nella globalizzazione, sottolineano i consiglieri del CGIE, per il quale è imprescindibile la diffusione della conoscenza della storia e della cultura del nostro Paese. Un\'istanza alla quale il ministro Frattini, denunciano, è rimasto a lungo indifferente: \"Non è mai venuto alle nostre riunioni. Altri, in passato, da D\'Alema a Dini, lo avevano fatto\", stigmatizza Carrozza.

Per il momento il governo non ha manifestato alcuna apertura nei confronti delle richieste del CGIE, i cui rappresentanti non sono stati ricevuti. In piazza sono arrivati alcuni rappresentanti del Pd, che si sono uniti alla protesta del CGIE: \"Nessun esponente del governo né della maggioranza ha degnato i  rappresentanti delle nostre comunità di alcuna attenzione né è sceso tra loro per sentire cosa avessero da dire\", sottolinea Eugenio Marino, responsabile per gli italiani nel mondo del PD.

(18 novembre 2010)

 





Botte

15 novembre 2010


botte-151(10-11-10).pdf

la lettera della CASA PER L\'EUROPA di Gemona del Friuli

13 novembre 2010


newsletter_12_11_2010.pdf

interessanti notizie dalla Casa per l\'Europa di Gemona del Friuli

5 NOVEMBRE 2009

CI SONO IN QUESTO NUMERO INFORMAZIONI ASSAI INTERESSANTI



newsletter_05_11_2010.pdf

interessanti notizie dalla Casa per l\'Europa di Gemona del Friuli

29 ottobre 2010


newsletter_29_10_2010.pdf

DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI 22 ottobre 2010

LA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA E\' ALL\'AVANGUARDIA PER LE INFORMAZIONI CULTURALI, SOCIALI PER I GIOVANI IN PARTICOLARE. COMPLIMENTI



newsletter_22_10_2010.pdf

INTERVIENE IL PAPA

Il Papa: «I capitali anonimi potere distruttore che minaccia il mondo»

Il Pontefice mette in guardia contro il potere finanziario irresponsabile che pone l\'uomo in schiavitù

le altre minacce per l\'uomo: libertinaggio, terrorismo, droga

Il Papa: «I capitali anonimi potere distruttore che minaccia il mondo»

Il Pontefice mette in guardia contro il potere finanziario irresponsabile che pone l\'uomo in schiavitù

MILANO - Dai «capitali anonimi» che «schiavizzano» gli uomini ad un modo di vivere immorale, dal terrorismo ideologico alla droga che divora la terra: anche oggi ci sono «false divinità che distruggono il mondo» e contro cui i cristiani devono combattere fino alla vittoria. Lo ha detto il Papa aprendo oggi con un discorso a braccio il Sinodo sul Medio Oriente.

CAPITALI ANONIMI - In particolare il Pontefice si è soffermato sulla minaccia rappresentata dai capitali anonimi definiti «una delle grandi potenze della nostra storia» e considerate una delle forme di schiavitù contemporanee, addirittura un «potere distruttore che minaccia il mondo». Il Papa ha così denunciato i rischi provenienti da un capitalismo finanziario senza freni e controlli. «I capitali anonimi pongono l\'uomo in schiavitù» ha detto il Papa che poi ha aggiunto: «essi non sono più cose dell\'uomo sono invece un potere anonimo al servizio del quale gli uomini si mettono, e per il quale soffrono e muoiono». «Si tratta - ha detto ancora il Papa - di un potere distruttore che minaccia il mondo».
Papa Ratzinger ha tracciato un parallelo tra i primi tempi del cristianesimo, quando «il sangue dei martiri» ha «depotenziato le false divinità a partire da quella dell\'imperatore» al mondo di oggi. Anche adesso serve «il sangue dei martiri, il dolore del grido della Madre Chiesa che fa cadere, che trasforma il mondo... che non assorbe i falsi idoli», ha detto.

LE ALTRE MINACCE - Un\'altra falsa divinità, ha indicato il pontefice, è il «potere delle ideologie terroristiche che dicono di agire a nome di Dio; ma non è Dio; sono false divinità che devono essere smascherate perchè non sono Dio». Poi c\'è «la droga, questo potere che come una bestia vorace mette le mani sulla terra e la distrugge». Infine «il modo di vivere propagato dall\'opinione pubblica di oggi, in cui valori come la castità non contano più o il matrimonio non conta più». Tutte queste «false divinità devono cadere», ha proseguito Benedetto XVI, deve realizzarsi ciò che annuncia Paolo nella lettera agli efesini: le dominazioni cadono e diventano sudditi dell\'unico Signore, Gesù Cristo«. «Siamo - ha rimarcato Benedetto XVI - in una lotta contro questo falsi dei che distruggono il mondo».

Redazione online Corriere della sera
11 ottobre 2010

 





Sos lingua italiana, muore strangolata da americanismi

Mer 25 Ago -

 (ANSA) - CAGLIARI, 25 AGO - Sos lingua italiana: lo lancia lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo, al 19/o Convegno internazionale degli italianisti (Api). Nella giornata di apertura dell\'evento, in corso a Cagliari fino al 28 agosto, Consolo mette in guardia: \'La lingua italiana gode di un cattivissimo stato di salute - afferma il saggista 77enne - e\' in via di estinzione. Ormai parliamo uno slang dettato dall\'invasione di americanismi e un linguaggio tecnologico e televisivo\'. \'Siamo supini - ha aggiunto Consolo - non abbiamo difese immunitarie contro questo fenomeno come accade ad esempio in Francia. L\'Italia e\' un paese telestupefatto\', con le conseguenze politiche e culturali a cui assistiamo. A margine del seminario che ha visto la partecipazione di 25 insegnanti stranieri di lingua italiana e dal tema \'Insularita\' e cultura mediterranea nella lingua e nella letteratura italiane\', lo scrittore ha tratteggiato uno scenario dove \'romanzi di scrittori contemporanei e articoli di giornali sono impregnati di termini stranieri per lo piu\' inglesi. Eppure l\'italiano e\' fra le lingue piu\' nobili, e\' un giacimento linguistico che in tanti ci invidiano\'. Consolo ha detto che l\'uso del dialetto nei romanzi e\' un fattore disgregante e non coesivo della unita\' nazionale. \'Trovo abominevole l\'uso che in molti romanzi contemporanei si fa del dialetto. Ovvero scrivere in italiano, utilizzando i dialettismi. Altra cosa e\' l\'operazione di un Pasolini o del poeta Andrea Zanzotto, il piu\' grande poeta vivente, che hanno fatto assurgere a lingua letteraria il loro \'dialetto\'\'. Secondo lo scrittore siciliano \'la letteratura italiana e\' finita\'.





Il posto di Anita al di là del fiume: di Paolo Rumiz

1 settembre 2010

Il posto di Anita
al di là del fiume

In Italia ci sono almeno diecimila lapidi a segnare gli spostamenti del condottiero. La sua storia non è nei busti o nelle strade a lui intitolate. Tra paludi, canali e zanzare nella terra romagnola dove la donna amata da  Garibaldi morì di febbre

di PAOLO RUMIZ

Ma dov\'è il luogo della morte di Anita? Sono in una terra di bracconieri - paludi, canali e zanzare - ma il posto di Anita non c\'è. Trovo solo una \"via degli zingari\" in mezzo al nulla, statuarie lucciole centroafricane nella boscaglia. C\'è stato un temporale, la bolla d\'afa si è dissolta. Vento e malinconia come nella Pampa, pioppi fruscianti, luce gialla oltre l\'argine di Comacchio. Un cartello indica che qui combattè la ventottesima brigata del partigiano Boldrini, garibaldino pure lui. Ma anche del Generale nessuna traccia.

\"La cà in do c\'lè morta Anita?\". La vecchia seduta sulla porta spara una raffica in romagnolo. Sissignora, là voglio andare. \"L\'è d\'là de fiò\", risponde indicando il Sud con un gesto della mano. Che cosa mai sarà il \"fiò\", penso, qua il dialetto è peggio che a Brescia. Poi scopro che \" fiò\" è \"il fiume\", grigioverde e increspato nella sera. Il Reno che vien da Bologna. Sono perfettamente solo nel vento e non c\'è nessun ponte. Sull\'altra riva, un traghetto attaccato a un cavo d\'acciaio sospeso.

\"C\'è qualcuno?\". Da un baracchino sull\'argine esce un tipo in tuta gialla che salta sul pontone e accende il motore. \"Mi godevo il fresco\", si giustifica allegramente. Si chiama Saverio e m\'imbarca per un euro. La traversata da sola vale il viaggio. L\'Italia stressata scompare. Niente capannoni, camion, polizia. Ecco perché Garibaldi

scappò qui nel 1849, in fuga da Roma - repubblicana per pochi mesi - quando austriaci e papalini lo cercavano come il Mullah Omar.

Già, la repubblica romana. Ridotta a poche righe nei libri di scuola. Gesto blasfemo e inaudito su cui è meglio sorvolare. Meglio parlare dei Mille, che non toccarono il Papato. Ma fu a Roma che la leggenda garibaldina si consolidò nel \'49, e nell\'avventurosa ritirata da Roma verso il Nord. E\' quello il capolavoro militare di Garibaldi. La conquista del Sud, al confronto, fu un gioco, aiutato da un\'infinita fortuna.

Saverio spiega come arrivare da Anita, a casa Guiccioli, una fattoria. Subito oltre l\'argine trovo una lapide: \"Garibaldi riposò in questa casa / nella notte dal 4 al 5 agosto 1849 / e fidando nei patrioti di Sant\'Alberto / fu salvo dal piombo straniero / e dal capestro sacerdotale\". La firma è di Olindo Guerrini, un grande laico bandito dalle librerie d\'Italia. Mussolini, che era di queste parti, non gli fu da meno e scrisse \"Claudia Particella, l\'amante del cardinale\". Testo irreperibile, che fu il Duce stesso a togliere di mezzo.

Casa Guiccioli, custode in ciabatte, odore di lavanda e letame. In cima alle scale una stanza disadorna col letto dove Anita morì di febbre. \"Quassù da ragazzino ci salivo col quintale di grano sulle spalle\" racconta l\'uomo, e spiega che Anita non ebbe pace neanche da morta. Fu sepolta in fretta poco lontano, nella \"landa Pastorara\" dove oggi c\'è un\'altra stalla, ma dopo cinque giorni qualcuno vide una mano uscire dalla terra. Vennero gli austriaci, fecero l\'autopsia, poi misero il corpo nel cimitero di Mandriole, dove Lui venne a riprendersela anni dopo, da vincitore.

Lapidi. Ce ne sono almeno diecimila in Italia, a segnare gli spostamenti del Nostro. Garibaldi non è i mille monumenti in bronzo o le strade a lui titolate. È questa topografia corsara, disseminata nella provincia. Un libro sulla \"trafila garibaldina\" elenca le lapidi romagnole come i fotogrammi di un film. San Marino: qui Garibaldi \"scioglieva la sue legione\". Sogliano: qui \"giunse e sostò il 1° agosto, anelando a Venezia\", Cesenatico: qui Anita e Giuseppe \"inseguiti da quattro eserciti trovarono ospitale rifugio\".

E poi Modigliana, che G. raggiunse in fuga verso il più sicuro granducato di Toscana. \"Da questa porta / nella notte dal 20 al 21 agosto 1849 / passò / Giuseppe Garibaldi / scampato alle orde straniere / per trovare sicuro asilo / nella casa di Don Giovanni Verità\". Anche i preti erano anticlericali in Romagna, non ne potevano più di Pio IX, e a Modigliana ancor oggi si ricorda che \"fede in Dio e idealità\" convissero in don Verità, \"giusto, democratico e figlio del popolo\". Ora ho il bandolo della matassa.

\"Ma lei deve vedere il capanno di Garibaldi\" fa il custode indicando Ravenna. Ed è già tempo di cercare un albergo e un piatto di tortelli. Sotto le stelle di mezza estate arrivo su internet ai nomi dei \"curatori\" del capanno; li chiamo al telefono, e rispondono subito, felici di esistere per qualcuno. \"Guardi che se lui rimase vivo lo si deve a Ravenna, fummo noi a salvarlo\" premette Maurizio Mari, del consiglio direttivo. Nessuno aiutò G. più dei padani. Gli stessi che oggi lo chiamano assassino e ladro di cavalli.

L\'indomani appuntamento al capanno detto \"del Pontaccio\", su un isolotto tra le paludi, poco oltre le ciminiere della zona industriale. Tre della confraternita mi aspettano col custode. Caldo feroce, bandiera inerte, tafani. Casetta in mattoni, tetto originale in canne. Dentro, un museo di roba. Elmetti della Grande Guerra, dagherrotipi, una lapide della massoneria d\'antan che dice: \"Queste sacra capanna i battezzati italiani onoreranno come quella di Betlemme a Nazareth\". In un registro del 1910, tra le firme, quella di \"Virgilio Devetag, anni 8 di Fiume, italiano irredento\". E di Rachele Mussolini.

Odore salmastro, silenzio rotto dal tuffo carpiato di un pesce. Dino Ciani ha imparato ad amare G. leggendo Salgari da bambino. È repubblicano nell\'anima, vedovo di un partito scomparso. Lamenta: \"Un secolo fa il deputato forlivese Fratti andò in Grecia con Ricciotti Garibaldi e morì in battaglia contro i Turchi a Domokòs\". E sì, caro Ciani, oggi nessuno muore per la libertà altrui, meno che meno un onorevole. Mettiamo una panca sul lato in ombra, stappiamo un sangiovese fresco. Non capisco se sono io a reclutare i garibaldini o loro a reclutare me. Ennio Dirami, bibliotecario, mi spinge ad andare lontano: \"Lo sai che in Russia c\'è una giacca che si chiama Garibalda?\".

Capisco che so poco o niente del Nostro, ma posso andar d\'istinto. Le facce di quelli che lo sputtanano non mi vanno giù. Tristi figuri. I garibaldini invece mi stan simpatici. Non basta, per partire? Chiedo se esiste una foto di Garibaldi con l\'orecchio mozzo, quello di cui si favoleggia la mancanza. Rispondono che non ci hanno mai pensato; alle orecchie di G. loro ci credono per fede. Allora giuro che glielo troverò io quel pezzo di cartilagine, ma attaccato al suo testone. A costo di andare in capo al mondo.

E\' tempo di partire, c\'è aria di temporale. Vado a Trieste, a casa, a fare i bagagli e comprare una bella camicia rossa. Dopo mezz\'ora passo il Po color piombo e allora, non so cosa mi prende, sarà forse il sangiovese in corpo, in terra serenissima l\'urlo per Roma capitale si trasforma in \"Rovigo o morte!\", gridato con insana allegria ai campi di mais della secessione.
2. continua
(02 agosto 2010)

 

 





lettera di un connazionale

1 settembre 2010


riceviamo_questo_esilarante_biglietto.doc

GARIBALDI e le orecchie ritrovate - siamo a Caprera: di Paolo Rumiz

1 settembre 2010


le_orecchie_ritrovate.doc

DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

30 AGOSTO 2010

VISITATE PURE LA FACEBOOK DELLA CASA PER L \'EUROPA DI GEMONA E TROVERETE TANTE INFORMAZIONI INTERESSANTI



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CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

30 AGOSTO 2010


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NOTIZIE EUROPEE DALLA CASA PER L EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

VENERDI 13 AGOSTO 2010

Cari lettori del sito, la nostra associazione mantiene regolari contatti con tutte le organizzazioni impegnate nell\'informazione. LA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI ne è un esempio di europeismo e di divulgazione del sapere volta a ritrasmettere tutte le informazioni utili allo sviluppo culturale, economico e sociale.



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INTERESSANTE INIZIATIVA DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

24 GIUGNO 2010

Invitiamo i lettori di manifestarsi al più presto



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EUROPA: Quaderni di protesta proposta

17 giugno 2010


quaderni_di_protesta_e_proposta.doc

dalla casa per l Europa di Gemona del Friuli

28 MAGGIO 2010


newsletter_28_05_2010.pdf

il botteghino di Vito Laraspata

25 maggio 2010

e che alla festa della Repubblica si distribuisca il testo dell\'Inno Nazionale FRATELLI D\'ITALIA



botte-144(25-05-10).pdf

CASA PER L’EUROPA DI GEMONA

14 maggio 2010


newsletter_14_05_2010.pdf

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

10 MAGGIO 2010


botte-143(10-05-10).pdf

LA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI INFORMA

9 MAGGIO 10


newsletter_07_05_2010.pdf

GEOPOLITICA DELLA LINGUA

06/05/2010 

 

Italiani nel mondo 

GEOPOLITICA DELLA LINGUA: GLI ELETTI ALL’ESTERO ALLA TAVOLA ROTONDA DEL SEMINARIO \"L’ITALIANO ALL’ESTERO: STRATEGIE DI PROMOZIONE E TUTELA\"/ LE CONCLUSIONI DI MASI (DANTE ALIGHIERI) 

ROMA\\ aise\\ - Una tavola rotonda sul tema \"Geopolitica della lingua\" ha chiuso l’intensa mattinata di lavori del convegno \"L’italiano all’estero: strategie di promozione e tutela\" che, promosso dai parlamentari eletti all’estero e dalla Dante Alighieri, si è svolto questa mattina nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma alla presenza di tutti i soggetti variamente coinvolti nella promozione, diffusione e insegnamento della nostra lingua all’estero. Oltre al sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica, e al direttore generale Carla Zuppetti (Dgiepm), hanno infatti partecipato ai lavori rappresentanti delle direzioni generali di Mae e Miur, l’ambasciatore Savoia per l’Unesco, rettori di tre università italiane, parlamentari eletti all’estero – Narducci, Fedi e Micheloni del Pd, Di Biagio del Pdl – e il presidente della Dante Alighieri, ambasciatore Bruno Bottai, e il segretario generale Alessandro Masi (vedi Aise di oggi h.17.47).
Alla tavola rotonda, moderata da Lucio Caracciolo, direttore di Limes, hanno partecipato gli eletti all’estero presenti, il consigliere del Cgie Norberto Lombardi, Nicola Piepoli, Pier Luigi Vercesi, condirettore di \"Io Donna – Corriere della Sera\", e Raimondo Murano, ispettore del Miur.
Dopo aver ricordato che \"Limes\" dedicherà un quaderno speciale alla geopolitica della lingua nel prossimo autunno, Caracciolo ha subito dato la parola a Marco Fedi, deputato del Pd eletto in Australia. \"Non vorrei continuassimo a ragionare in una logica di potenza mondiale – ha esordito – dimenticando ancora una volta che esistono gli italiani all’estero, che molti di loro siedono in parlamenti stranieri così come a capo dei Ministeri dell’istruzione esteri. come pure credo sia il caso di ricordare che l’inserimento dell’italiano negli ordinamenti scolastici esteri debba essere ascritto all’azione di Comites, Cgie ed Enti gestori\". Che la legge 153/71 sia da cambiare è evidente, ma, si è chiesto Fedi, \"è possibile pensare ad una riforma in un settore così delicato in un momento in cui si tagliano fondi a scuola, ricerca e università? Serve una strategia politica con risorse adeguate se no – ha concluso – sommiamo ritardo a ritardo, propagando una politica che non è all’altezza della domanda dei nostri connazionali all’estero\".
Responsabile per gli italiani nel mondo del Pdl, Aldo Di Biagio ha detto che \"l’italiano è a rischio. Basta guardare a certe immagine iconografiche e a decisioni, come quella dell’Ue, di eliminarlo dalle lingue ufficiali\". Visto che \"la forza di una lingua deve essere percepita anche fuori dai confini nazionali\", noi dovremmo puntare sulla \"poliedricità e sull’appeal dell’italiano come opportunità su cui elaborare strategie\". Il Ministero degli Esteri, dal canto suo, deve \"indirizzare e vigilare\" sugli interventi messi in atto contribuendo a \"creare una rete articolata che coinvolga tutti i referenti del Sistema Italia\". Manca, per Di Biagio, \"una chiara volontà delle istituzioni ad incentivare il percorso di diffusione e tutela della lingua\" che non può essere \"in solitaria\", ma affiancato a quello della \"promozione del made in Italy\". Servono, infine, \"strumenti per decodificare i segnali che vengono dall’estero\", così da rispondere alla domanda in maniera adeguata.
Consigliere del Cgie, Norberto Lombardi ha riportato al convegno la posizione del Consiglio generale sull’argomento lingua e cultura. Citando il dato illustrato dai rettori, secondo cui l’italiano è la quarta lingua più studiata e la 19 tra quelle parlate, Lombardi ha spiegato: \"si espande l’interesse per la lingua e si contrae la pratica linguistica perché molti dei nostri emigrati del secolo scorso stanno morendo. Diminuisce al mondo chi parla italiano perché ad essi non si sostituiscono i giovani, quasi ovunque pienamente integrati nel Paese di residenza\". Dunque per Lombardi occorre \"equilibrare l’analisi sugli italiani all’estero sul processo di trasferimento della lingua da praticata a studiata\". D’accordo con Fedi, il consigliere del Cgie ha sostenuto che \"con l’aria che tira forse non è il caso di mettere mano alla riforma della 153. I tagli stanno producendo i primi effetti, anche se ancora occultabili. Diminuiscono corsi e alunni, ma è nel complesso che il sistema di insegnamento si sta contraendo\". Se occorre \"coordinare gli interventi\" come detto da più parti, è anche vero che in questi anni \"è stata dismessa l’ottima pratica dei Piani Paese\", ha ricordato Lombardi secondo cui tra i demeriti del Mae c’è anche quello di \"aver abbandonato gli Enti gestori, gli \"innominati\" che hanno permesso all’italiano di essere inserito nei sistemi scolastici degli altri Paesi. Questi Enti – ha concluso – hanno bisogno di un’attenzione adeguata\".
Molto critico l’intervento del senatore Claudio Micheloni (Pd) che ancora una volta si è detto \"stanco\" di sentir parlare di italiani all’estero come \"risorse\". \"La verità – ha commentato – è che non siamo supportati, ma solo sopportati dall’Italia, sia dalle sue istituzioni che dal suo governo\". Quindi, riferendosi alla frase riportata da un pannello della Dante che recitava \"I confini di un Paese arrivano fin là dove arriva la sua lingua\", Micheloni ha sostenuto che \"allora, nell’ultimo anno l’Italia è diventata più piccola\".
\"Credo che al Cgie non siano mai stati insieme rappresentanti delle due direzioni, Politiche Migratorie e Cooperazione Culturale, come invece è accaduto oggi. Così come credo sia giusto sottolineare la differenza tra le nostre risorse e quelle stanziate dagli altri Paesi per promuovere la loro lingua\", ha detto ancora il senatore, secondo cui \"occorre ricreare interesse nelle seconde e terze generazioni, perché l’immagine dell’Italia all’estero non è quella che credete voi. È quella veicolata dalla stampa estera che non parla bene del nostro Paese\".
Per Micheloni, quindi, \"il Ministero degli Esteri deve promuovere il Paese e deve dare più attenzione ai suoi connazionali perché i nostri figli – ha concluso – hanno bisogno di ben altri approcci\".
Critico sui lavori anche il condirettore di \"Io Donna\", Pier Luigi Vercesi, secondo cui al convegno \"sono stati riproposti schemi con la stessa chiave di lettura di vent’anni fa, quando il mondo è cambiato. Non dobbiamo difendere l’italiano, ma farlo comprendere per portare il nostro contributo ad una società globale migliore che poi è il modo per sopravvivere ai cambiamenti e ai sorpassi che giungono dall’Asia\".
Ispettore del Miur, Raimondo Murano ha prima lodato le \"Linee guida\" del Ministro Frattini piene di \"utili indicazioni\" e poi ricordato il contingente di docenti, presidi e lettori italiani all’estero, i 7500 enti gestori e i 120mila alunni dei corsi. \"Occorre riqualificare la presenza scolastica in base ad una strategia unitaria, senza la quale siamo perduti. Potremmo pensare – ha aggiunto – ad una certificazione comune, così come ad un approccio unitario alla riforma della Legge 153. Ad oggi ci sono ben 5 proposte di legge. Perché non ci sediamo intorno ad un tavolo per discutere un testo unico. L’abbiamo fatto una volta con l’allora sottosegretario Danieli. Credo si debba ritentare, coinvolgendo anche i sindacati perché i tempi sono maturi per istituire una cabina di regia e perché – ha concluso – dai progetti dobbiamo passare alle realizzazioni\".
Tirare le somme del convegno è toccato ad Alessandro Masi: \"oggi, qui, si sono confrontati tanti elementi di un unico Sistema che con diverse competenze si occupa di promuovere l’italiano nel mondo. è certamente emerso il bisogno di coordinarsi, di prestare più attenzione agli italiani all’estero, di maggiori risorse e di più aggiornamento per insegnanti, programmi e materiali didattici. Oggi è stato fissato un punto di incontro che – ha concluso – spero sia il primo di una serie che valuti lo stato del nostro lavoro all’unisono\". (ma.cip.\\aise)

 





DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

30 APRILE 2010


newsletter_30_04_2010.pdf

DALLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA

30 APRILE 2010


newsletter_23_04_2010.pdf

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

29 APRILE 2009


botte-142(27-04-10).pdf

LA DOPPIA CITTADINANZA IN BELGIO LA SI PUO OTTENERE DAL 4 GIUGNO 2010

25 APRILE 2010

 informazione trasmessaci dal Partito Democratico

Italiani in Belgio:

Con la doppia cittadinanza un doppio guadagno

 

Dal 4 giugno 2010 gli Italiani residenti in Belgio potranno acquisire la cittadinanza belga senza rinunciare a quella italiana.

 

Con la possibilità di avere la doppia cittadinanza, la vita per gli Italiani residenti in Belgio compirà un notevole salto di qualità.

 

Ecco alcuni vantaggi:

·         Documenti di viaggio: Gli italiani residenti in Belgio che non avevano preso la cittadinanza belga per non perdere quella italiana, potranno ora viaggiare con la carta d’identità belga e avere due passaporti e due carte d’identità.

·         Lavoro: con la doppia cittadinanza, gli italiani avranno maggiori possibilità di trovare lavoro anche nei servizi della pubblica amministrazione belga.

·         Diritto di voto: Gli italiani potranno ora votare in tutte le elezioni che si terranno in Belgio e non soltanto per le amministrazioni locali. Il voto in Belgio non modificherà i loro diritti a votare anche in Italia.

·         Fisco: l’acquisizione della doppia cittadinanza non modifica la situazione attuale per i residenti in Belgio, dato che l’imposizione fiscale è legata alla residenza e non alla cittadinanza.

La battaglia combattuta finora dalla Comunità italiana in Belgio per il mantenimento della propria identità culturale potrà assumere nuovi risvolti grazie all’azione portata avanti dal Partito Democratico e dai deputati PD eletti all\'estero. Con un\'interrogazione presentata l’anno scorso, i deputati PD avevano spinto il governo italiano ad eliminare gli ostacoli al riconoscimento della doppia nazionalità ancora frapposti dalla Convenzione di Strasburgo del 1963.

In questo modo sarà possibile giungere a realizzare la visione del PD di una vera cittadinanza europea per tutti nella prospettiva di creare un’Europa più integrata, un’Europa di cittadini liberi di circolare e installarsi nel paese europeo di loro scelta e titolari di tutti i diritti politici, sociali, economici e civili.

 

 

 

La doppia nazionalità potrà quindi favorire un’integrazione completa e inclusiva.

 

 

Sul retro di questa pagina troverete le procedure da seguire per ottenere la cittadinanza belga, senza perdere quella italiana.

 

 

 

Comment faire une déclaration de nationalité

 

Les conditions à remplir

 

Naissance en Italie ou à l’étranger

Résidence principale ininterrompue pendant au moins 7 ans en Belgique

 

Article 12 Bis § 13°

 

Les démarches à suivre après avoir contacté sa Commune de résidence

 

 

Copie intégrale de l’acte de naissance italien soumis 

-          À traduction

-          À légalisation auprès de l’Ambassade d’Italie en Belgique

-          À légalisation du Ministère des Affaires Etrangères (MAE), rue des petits Carmes, 27 à 1000 Bruxelles

 

 

 

 

 

Si impossible à se procurer l’acte de naissance :

 

u

Document équivalent à l’acte de naissance

Délivré par l’autorité consulaire et soumis à légalisation du MAE

 

 

 

Acte de notoriété

établi auprès du Juge de Paix de la Commune de résidence et homologué par le Tribunal de Ière Instance à Bruxelles

 

 

v

Certificat de résidence avec historique des adresses

Droit de timbre à payer : 4.50 €, délivré par sa Commune de résidence

 

 

w

Photocopie Recto-verso de la carte de séjour certifiée conforme

Droit de timbre à payer : 4.50 €, délivré par sa Commune de résidence

 

 

x

Droit de timbre à payer au moment de la déclaration de nationalité :

30.00 € au Service de l’Etat civil de sa Commune de résidence

 

 

 

 





la Casa per l\'Europa ci informa con la newsletter del 16 aprile 2010

17 aprile 2010


newsletter_16.04.2010.pdf

VERDETTO: La suprema corte amministrativa accoglie il ricorso di un docente veronese \"penalizzato\" a Trento

17 aprile 2010

IL VERDETTO

Insegnanti, Consiglio di Stato contro la Lega
\"No a graduatorie che favoriscano i residenti
\"

La suprema corte amministrativa accoglie il ricorso di un docente veronese \"penalizzato\" a Trento
I giudici dichiarano illegittimo il bando della Provincia autonoma e girano il caso alla Corte costituzionaledi SALVO INTRAVAIA

 

Il Consiglio di stato considera illegittime le graduatorie degli insegnanti \"protette\" per i residenti. Un duro colpo alle recenti richieste della Lega friulana e lombarda che, dopo la vittoria alle ultime elezioni regionali, spingono per avere \"prof e buoi dei paesi tuoi\". Nel pronunciarsi sul ricorso di un professore di Verona, incluso in coda alle graduatorie di Trento perché di fatto non residente in quella provincia, il massimo organismo della giustizia amministrativa ha rinviato alla Corte costituzionale la legge provinciale sull\'aggiornamento delle liste dei precari.



il_verdetto.doc

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

13 APRILE 2010


botte-141(13-04-10).pdf

NASCITA DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

9 aprile 2010

 

LA CASA PER L\'EUROPA

DI GEMONA

 

 La Casa per l\'Europa di Gemona, da un\'idea a un progetto a una realtà.

         Ad oltre vent\'anni dalla sua fondazione, la Casa per l\'Europa di Gemona è oggi una realtà saldamente consolidata e particolarmente  attiva non solo nel Gemonese, ma in tutto il cosiddetto Alto Friuli, cioè anche in Carnia, nel Canal del Ferro e Valcanale (specie nel Tarvisiano). Una presenza ed un impegno per i quali, con suo decreto n.77/AC del 27.12.\'93, la Regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto all\'associazione il ruolo di ente per il “Servizio di promozione europea”.

         Le sue radici sono dunque fortemente abbarbicate sul territorio, dal quale però guarda costantemente all\'Europa. Tuttavia l\'idea “generatrice”, che poi avrebbe dato vita alla struttura, è nata altrove, cioè sulla sponda lombarda del Lago Maggiore ed esattamente nel Centro Comune di Ricerca di Ispra, che è una Direzione generale della Commissione europea (Directorate General Joint Research Centre).

         Fu infatti fra i dipendenti di quel Centro che, all\'indomani del terremoto del \'76, nacque una gara di solidarietà a favore della sfortunata comunità di Gemona. Ma non si è trattato di una solidarietà generica, bensì legata ad un preciso progetto, quello appunto di dotare Gemona, una volta risorta, di una struttura capace di farne una moderna città europea al passo con i tempi nuovi, cioè con quel processo di unificazione e di integrazione europea, che allora era vissuto con forte entusiasmo e grandi aspettative. Fu così che quei benefattori decisero di destinare i loro aiuti alla costruzione di una Casa per l\'Europa.

         L\'idea trovò presto un\'attuazione pratica. Infatti quel lungimirante contributo venne subito utilizzato per innalzare un immobile su un panoramico poggio nella frazione di Maniaglia. La struttura però trovò inizialmente tutt\'altro impiego, sia perché l\'emergenza ed i tempi della ricostruzione imponevano altre priorità,  sia perché a Gemona pochi o nessuno conoscevano ancora il modus operandi delle Case per l\'Europa.

Quell\'improprio utilizzo si prolungò fino al \'88, quando, su sollecitazione di alcuni docenti, l\'amministrazione comunale di Gemona si impegnò a restituire l\'edificio alla giusta destinazione, ma prima ancora si attivò per costituire una associazione dotata di adeguate risorse umane e materiali, che fosse l\'anima della nascitura Casa per l\'Europa.  A quel punto però bisognava  sensibilizzare l\'opinione pubblica e soprattutto le varie autorità  sull\'importanza del nuovo progetto e per questo venne organizzato un convegno, che si tenne a Palazzo Boton il 4 giugno \'88.

Vi parteciparono esponenti delle istituzioni europee (l\'eurodeputato on.le Alfeo Mizzau), della Federazione Italiana Case d\'Europa (il dott. Luciano Bolis), del CCR di Ispra (il dott.Vincenzo Ardente), dell\'Università di Udine (il magnifico Rettore prof. Franco Frilli), della Regione Friuli Venezia Giulia (l\'assessore Paolo Braida con delega ai rapporti comunitari ed il consigliere Ivano Benvenuti), ecc. Si formularono in quella sede i migliori auspici per un sempre più importante ruolo della Casa per l\'Europa di Gemona in vista dei cambiamenti attesi per il \'92 (cambiamenti poi attuati attraverso quell\'atto comunitario che oggi conosciamo come il trattato di Maastricht). Ma molto più concretamente si parlò anche dell\'impegno della Regione a favore della politica europeista; un impegno che stava per diventare operativo attraverso una legge regionale ad hoc (oggi conosciuta come L. R. n. 06/1989). Proprio quella legge, poi perfezionata l\'anno successivo, garantiva un importante sostegno alle Case per l\'Europa della Regione. Quindi erano pronti i tempi per la formale costituzione dell\'Associazione, che infatti nacque in Gemona davanti al notaio Mauro Marcello il 15 marzo \'89.

         La sede attuale della associazione è nel centro storico di Gemona, in piazza del Ferro, in locali messi a disposizione dalla amministrazione comunale e dotati di ampio e comodo parcheggio.

 

La Casa per l\'Europa di Gemona perché e per chi.

         I fondatori vollero attribuire alla nuova Associazione (rigorosamente apartitica, aconfessionale e senza scopi di lucro) le seguenti finalità e competenze:

-         formare e diffondere una coscienza e una cultura europea fondata sugli ideali di pace e di collaborazione fra i popoli;

-         favorire la conoscenza, il confronto e il dibattito sui grandi temi di interesse europeo;

-         sostenere e coordinare le attività delle associazioni europeiste aventi finalità analoghe a quelle della Casa per l\'Europa di Gemona;

-         diffondere la conoscenza di lingue europee.

 

Quanto sopra da realizzare attraverso:

-         seminari, scambi, collaborazioni fra scuole, incontri fra giovani di diversi paesi europei, ecc.;

-         incontri di studio, di ricerca e di documentazione sulla formazione e sull\'aggiornamento dei giovani, nonché sul loro inserimento lavorativo nell\'ambito del mercato europeo;

-         la diffusione in Europa dell\'immagine del Friuli Venezia Giulia, con particolare riferimento ai valori culturali;

-         la costituzione di un centro di informazione e di raccolta dati su temi di interesse europeo.

 

         Destinatari delle attività della Casa per l\'Europa sono tutte le realtà presenti ed operanti sul territorio, dagli amministratori, agli educatori, agli imprenditori, ai cittadini comunque interessati a conoscere la democrazia europea e a dibattere sul ruolo della nostra regione nel nuovo contesto europeo.

         Ma il target privilegiato restano sempre i giovani, perché sono loro i destinatari del testimone civile e culturale del federalismo europeo e saranno loro a portare a compimento il grande progetto di pace di cooperazione e di sviluppo di un\'Europa ancora in divenire.

 

La Casa per l\'Europa di Gemona e i giovani.

         Le iniziative di promozione europea corrono spesso il rischio di cadere nella retorica europeista, un rischio che la Casa per l\'Europa ha cercato di evitare fin dall\'inizio puntando su un\'informazione il più possibile aggiornata, concreta ed efficace. Del resto l\'informazione è anche alla base di una democrazia partecipativa e consapevole, come appunto deve essere la democrazia europea. In caso contrario avremmo una democrazia delegata e subita dal cittadino, cioè una non democrazia.

Questo vale naturalmente per tutti, ma in particolare per i giovani, i quali si apprestano a diventare cittadini europei attivi e responsabili e guardano dai banchi di scuola al grande mercato europeo con la legittima aspettativa di una giusta partecipazione civile di un dignitoso inserimento professionale possibilmente coerente con i loro studi.

         Proprio per questo la Casa per l\'Europa ha da sempre sviluppato delle iniziative volte a promuovere nei giovani una nuova consapevolezza ed una nuova appartenenza sovranazionale, quale prerequisito della comune cittadinanza europea. E poiché si incomincia a crescere cittadini europei fin da piccolissimi, la Casa per l\'Europa si fa anche carico di coinvolgere molti alunni fin dalla scuola primaria in vari progetti educativi o partnership promossi dal territorio o dall\'Unione europea, come il progetto Comenius.

Mentre agli studenti della scuola superiore vengono riservati degli incontri o convegni su temi alla portata della loro cultura e dei loro interessi, quali la politica europea per la formazione e il lavoro, le opportunità lavorative nel mercato unico, il riconoscimento dei titoli di studio, ecc.

         Tale tipologia di iniziative si sviluppa durante tutto l\'arco dell\'anno. Desideriamo ricordare tuttavia un appuntamento fisso e ormai tradizionale, legato alla celebrazione della Giornata Europea, che cade ufficialmente il 9 maggio, ma che, dovendo coinvolgere più scuole e più livelli scolastici, si prolunga normalmente per tutto il mese di maggio. Altro appuntamento fisso è l\'annuale seminario che si tiene nei mesi estivi, a Gemona, nella prestigiosa sala consiliare di palazzo Botòn, su temi di stretta attualità europea, con i giovani del LAB, il laboratorio internazionale promosso dall\'Università Cattolica di Milano e da quella di Udine e che vede radunati ogni anno nella cittadina pedemontana un centinaio di giovani studiosi di italianistica provenienti da tutte le università del mondo. Esso ha anche lo scopo (indiretto) di “tastare il polso” sull\'idea di Europa che hanno i giovani del mondo intero.

         L\'interesse a favore dei giovani non esclude tuttavia una mirata attenzione al mondo degli adulti. Ad esempio è molto richiesta ed apprezzata anche l\'attività di informazione che la Casa per l\'Europa sta sviluppando nelle Università della Terza Età di Gemona, di Udine e della Carnia, dove  i cittadini più maturi dimostrano un appassionato interesse per il futuro europeo che sarà soprattutto dei loro figli e nipoti.

 

La Casa per l\'Europa in rete.

         Naturalmente l\'informazione, soprattutto quella rivolta ai giovani in procinto di passare dal mondo formativo al mondo produttivo o comunque ad altre esperienze propedeutiche al lavoro, deve essere aggiornata ed efficace.  Ed è questo il motivo per cui la Casa per l\'Europa è diventata agenzia periferica della rete Eurodesk, che a sua volta è una struttura di riferimento della Commissione europea per l\'informazione ai giovani. Le informazioni fornite da Eurodesk riguardano appunto i settori dell\'educazione, della formazione, della mobilità, della cultura e dell\'occupazione.

Inoltre, per garantire ai giovani del territorio una adeguata fruizione delle informazioni, viene assicurato un servizio di sportello (nel quale – oltre a operatrici ben preparate e competenti - è a disposizione anche un internet point gratuito) ed è stato allestito il sito internet www. casaxeuropa. org  . In aggiunta a ciò tutti possono ricevere la newsletter settimanale “Casa per l\'Europa di Gemona informa” ed il bollettino cartaceo, registrato in Tribunale, che normalmente esce da 3 a 6 volte l\'anno.

         L\'attività di informazione e di divulgazione si concretizza annualmente anche attraverso la pubblicazione di un volume (ovviamente antologico) di atti, che raccoglie, di volta in volta, le più significative attività – convegnistiche e non – dell\'associazione. Nel settore della informazione e della divulgazione, sono inoltre da ricordare altre iniziative editoriali di particolare pregio e interesse culturale, come (ad esempio) la recente riedizione (una prima pubblicazione, letteralmente andata a ruba, aveva visto la luce già nel 2005) della “Carta dei diritti fondamentali dell\'Unione europea” in latino ed in friulano, oltre che naturalmente in italiano: un\'iniziativa molto apprezzata dalle istituzioni nazionali ed europee.

 

La Casa per l\'Europa a 360° 

         Allo stesso modo la Casa per l\'Europa segue con particolare attenzione il dibattito intorno al ruolo ed alle prospettive di sviluppo della nostra Regione nell\'area mitteleuropea e mediterranea. Oggetto di forte interesse sono - in questo delicato momento di trasformazione - i paesi dell\'Europa balcanica, perché a cavallo di questo nostro confine dovrebbe nascere e svilupparsi il prossimo Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) e perché a loro volta i paesi della ex Jugoslavia riversano su di noi forti aspettative e comunque rappresentano un mercato con grandi potenzialità e destinato a crescere ulteriormente. Fra essi vi è la Croazia, prossimo membro dell\'Ue, ma anche la Serbia, il Kossovo e la Bosnia Erzegovina. Altrettanto interessante è l\'area dell\'euroregione adriatica, perché sono ben 17 i paesi e regioni che si affacciano sulle due sponde di questo mare e che attraverso di esso confinano con la nostra regione.

Proprio per questo la Casa per l\'Europa, anche su questi argomenti tanto attuali ed urgenti, organizza dei convegni e seminari, chiamando allo stesso tavolo forze imprenditoriali, esperti universitari e rappresentanti delle società o agenzie di promozione della cooperazione economica con i paesi dell\'est europeo.        

 

         Dunque la presenza della Casa per l\'Europa nel cosiddetto Alto Friuli e nell\'intera regione è diventata oggi assolutamente importante e la sua azione risponde sempre più ai bisogni del territorio.  Circa poi il futuro dell\'associazione, l\'unica strada che il domani ci riserva è quella di continuare a crescere in efficienza e competenza. Ma per questo sono necessarie risorse meno risicate e soprattutto l\'ingresso di forze nuove disposte a lavorare assieme e a ricevere il testimone dalle mani di chi ha già tanto dato e continua a dare all\'insegna del più vero, autentico e disinteressato volontariato.

 

marzo 2010.

 

nota personale di Gianni Copetti

appena avuto notizia del terremoto in Friuli nel maggio 1976 andai a trovare Bino Olivi allora portavoce della Comissione europea il quale mi propose subito di convocare una assemblea generale del personale  nella grande sala del Berlaymont (Sala stampa)per organizzare gli aiuti.

Venne incaricato di ricarsi sul posto l\'amico Mario  Bertoli nel frattempo  organizzammo una grande gara di solidarietà visitando negli uffici tutto il personale invitandoli a partecipare finaziariamente.

Fu indetta una seconda assemblea generale per decidere la destinazione dei soldi raccolti e venne deciso per la costruzione di una casa a Maniaglia dove già i colleghi di Ispra arrivarono con tutti i mezzi tecnici per aiutare le popolazioni. Michel Faucault presidente del Comitato centrale del personale fu la \"cheville ouvrière \".

Mi recai a Gemona per cercare un terreno dove costruire la CASA PER L\'EUROPA, la ottenni con una permuta di un terreno da una signora che viveva in America.

Il nostro obiettivo era quello di aiutare le popolazioni per una rapida sistemazione provvisoria fuori dalle tende, di costruire una struttura solida e naturalmente antisismica destinata più tardi a diventare quella che proposi all\'allora Sindaco: Ivano Benvenuti la\" CASA EUROPEA\".

 





INTENSA ATTIVITA DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

9 aprile 2010

Siamo lieti di informare i lettori della AssoDILIT ed in particolare i più \"anziani funzionari delle istituzioni europee\" che nel lontano 1976 furono loro che diedero vita alla CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI.



newsletter_09.04.2010.pdf

30 marzo 2010

Itanglese o Anglitaliano: anche gli italiani adottano l\'inglese

 

di  Daily Telegraph

Dopo aver ceduto, per anni, parole divenute internazionali come spaghetti, pizza e opera, secondo una ricerca di Federlingue, anche gli italiani avrebbero cominciato a riempire la nostra lingua di anglicismi.

Molte parole del cosidetto \"Itanglese\" o \"Anglitaliano\" sono correlate al mondo degli affari e a quello delle tecnologie. Anche l\'italiano, secondo un curioso articolo pubblicato dal quotidiano Daily Telegraph, non si limita più a cedere all’estero parole come spaghetti, pizza e opera, ma inizia ad adottare sempre più anglicismi. Molti dei quali alle orecchie di un inglese madrelingua finiscono per suonare davvero strani.

Ne traccia un breve elenco il quotidiano britannico partendo da una delle parole più strane \"babyparking\", esportata in italiano, col significato di asilo o centro di cura per i bambini. Sui giornali italiani, inoltre, sempre più spesso ci riferisce a crimini perpetrati da \"baby gangs\", vale a dire gruppi di delinquenti adolescenti. Le riviste patinate si riferiscono alle \"top model\" definendole \"sexy\".

L\'uso di tali parole inglesi è cresciuto del 773 per cento rispetto al passato negli ultimi otto anni, secondo quanto riportato da Federlingue, associazione nazionale che raggruppa le società che offrono traduzioni e corsi di lingua. Con un questionario rivolto a 100 dei suoi clienti Federlingue ha provato a indagare su quale sia l’utilizzo delle parole inglesi, inserite nell’italiano di tutti i giorni.

In quella che è stata descritta come un’invasione anglosassone, ne deriva che in molte riunioni aziendali e conversazioni telefoniche per dare pepe all’italiano si finisca per utilizzare parole inglesi come “custom care”, “workshop”, “brand”, “market” e “benchmark”. Durante una “conference call” i manager sono impegnati in un “brainstorming” attraverso il quale definiscono la “mission” aziendale. Ma l’assalto inglese alla lingua di Dante Alighieri e Dario ha cominciato a toccare anche altri settori della vita italiana. Sempre più italiani parlano di andare a fare “shopping” nel “weekend”, usando parole inglesi, nonostante esistano delle parole italiane equivalenti e perfettamente adeguate. Ma non è tutto. Passeggiando per le strade italiane si può anche sentire parlare di assumere una “baby sitter” in modo da sottrarsi allo “stress” di prendersi cura dei bambini.





30 marzo 2010

“UNA LINGUA PER AMICA”: TORNA AD OTTOBRE LA X SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO 

ROMA\\ aise\\ - Anche quest\'anno, dal 18 al 24 ottobre 2010, tutti gli Istituti Italiani di Cultura celebreranno, con il patrocinio della Presidenza della Repubblica Italiana e dell’Accademia della Crusca, la Settimana dedicata alla Lingua e alla Cultura Italiana. Ed anche questa decima edizione delle celebrazioni avrà, come vuole la tradizione, un tema specifico che quest’anno sarà “Una lingua per amica: l\'italiano nostro e degli altri”.
Uno dei tanti obiettivi della Settimana è quello di lanciare un virtuale filo di collegamento tra il mondo italofono di origine e quello di acquisizione, aprendo il tema a nuove istanze e motivi ispiratori collegati, oltre che alla proiezione esterna dell\'Italia, ad aspetti recenti della società italiana.
Termini di riferimento in tale ambito sono, da un lato, la consapevolezza che la prima “esportazione” della lingua italiana è avvenuta ad opera dei nostri emigranti e, dall\'altro, l\'esperienza odierna dei nuovi flussi di immigrazione verso l\'Italia, la cui accoglienza ed integrazione è strettamente collegata al raggiungimento urgente della competenza linguistica. Quest\'ultimo aspetto consentirà anche di dare adeguato spazio alla produzione editoriale in italiano di stranieri che vivono stabilmente in Italia.
(aise)
 





DALLA CASA EUROPEA DI GEMONA DEL FRIULI

26 marzo 2010

L\'ASSODILIT  é MEMBRO DELLA CASA PER L\'EUROPA DI  GEMONA DEL FRIULI



newsletter_26.03.2010.pdf

IL BOTTEGHINO N° 140 a cura di Vito Laraspata

26 marzo 2010


botte-140(23-03-10).pdf

IL BOTTEGHINO a cura di Vito Laraspata

15 marzo 2010


botte-139(10-03-10).pdf

Comites di Bruxelles

12 marzo 2010


comites_bruxelles.doc

NOUVELLES DE L\'EUROPE

1 MARS 2010


c265201003.pdf

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO

22 febbraio 2010

Pollice: giornata internazionale contro il razzismo

Il 21 marzo è la »Giornata Internazionale per l’eliminazione delle discrimazioni razziali« delle Nazioni Unite e ricorda il »massacro di Sharpville«, avvenuto il 21 marzo del 1960 ed in cui la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti pacifici nella township di Sharperville.

 

Ogni anno in Germania ed in Europa si svolgono migliaia di manifestazioni nell’ambito delle settimane internazionali contro il razzismo, con le quali si intende dare dei segnali contro il razzismo e la xenofobia e per una società pacifica, tollerante e aperta. Il Consiglio Interculturale Tedesco (Interkultureller Rat), che mi onoro di presiedere insieme ad un mio collega tedesco, invita in occasione a prendere delle iniziative, ad organizzare delle manifestazioni con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su questo tema.

 

Come ogni anno abbiamo elaborato del materiale informativo; quest’anno per la prima volta una parte anche in diverse lingue. Vedendo quello che succede in Italia, ritengo che sia più che mai necessario. Per superare il razzismo occorre tanta fatica, disponibilità, condivisione. Per questo è necessario continuare a lavorare su tutti i campi.

fonte: il Corriere





il NO della Destra

22 febbraio 2010

No della Destra in emigrazione ai progetti di riforma Comites e Cgie e alla chiusura dei consolati

I rappresentanti europei delle associazioni Veronesi nel Mondo, Veneti nel Mondo e CTIM – Veneto, provenienti da Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Svizzera, Irlanda, Grecia, Romania, Repubblica Ceca, Danimarca, Croazia, Ungheria, Ucraina, Slovacchia, Moldavia, Russia riuniti a Verona il 30 gennaio 2010 per discutere le tematiche relative agli Italiani nel mondo con particolare riferimento al ruolo dell’Associazionismo, degli organismi di rappresentanza e della ristrutturazione consolare in atto, ascoltate le relazioni introduttive ed il conseguente dibattito, hanno approvato il seguente documento conclusivo: Associazionismo Il ruolo delle associazioni continua a svolgere una funzione importante di collegamento, di raccordo e di rappresentanza nei confronti dei diversi livelli istituzionali anche rispetto all’evoluzione della qualità dell’emigrazione e generazionale. Pertanto il suo ruolo deve essere garantito e valorizzato nell’ambito degli organismi di rappresentanza consolari, regionali e governativi. Comites e Cgie.

La proposta di legge di riforma in esame al Senato parte da premesse frutto di un equivoco. Infatti non è vero che l’elezione dei parlamentari all’estero annulli la funzione della rappresentanza degli interessi degli Italiani nel mondo da parte di Comites e Cgie perché il loro ruolo, anche a norma di Costituzione, è diverso. Per quanto riguarda i Comites, la revisione della quantità di connazionali rappresentati è negativo perché priverebbe interi Stati o grandi circoscrizioni di rappresentanti; così come è discutibile il sistema elettorale proposto. Si ritiene pertanto opportuno procedere alle elezioni secondo la legge vigente salve esaminare successivamente con il dovuto approfondimento riforme ritenute indispensabili.

Per quanto riguarda il Cgie, si rileva il declassamento dell’organismo che diventerebbe semplice Consiglio mentre la composizione proposta non è adeguata a rappresentare il vasto e composito mondo delle nostre comunità all’estero. Si invitano i parlamentari eletti all’estero ed in particolare il Sen. Di Girolamo, presente ai lavori, componente della Commissione esteri al Senato, dove si sta discutendo il progetto di legge in questione, a prendere in considerazione quanto esposto ed a farsene interpreti. Ristrutturazione consolare Appare incomprensibile e contraria agli interessi italiani la chiusura di molti Consolati che causa disagi, perdita di prestigio dell’Italia e danni agli scambi. Nel ribadire l’urgenza di un confronto diretto tra il MAE ed i rappresentanti delle nostre comunità, si richiede pertanto la sospensione dei procedimenti in atto. I convenuti esprimono, a questo proposito,la loro solidarietà ed assicurano il loro supporto ai connazionali che stanno manifestando in tal senso.

 fonte: IL CORRIERE





I DIRITTI DEGLI ITALIANI ALL\'ESTERO

30 GENNAIO 2010

I DIRITTI SONO DI TUTTI O NON SONO DIRITTI

 

1.  Gli anziani e l’infanzia: sostegno ai bisogni degli anziani in quei paesi dove il disagio sociale ed economico sono più evidenti e gli interventi più urgenti. Garantire prestazioni sociali minime agli italiani che vivono in paesi dove non sono garantiti i minimi diritti sociali. Sostenere i figli di genitori separati che abitino a grande distanza nei contatti con il genitore più lontano.

2.    I giovani: risorse adeguate per progetti formativi e culturali di conservazione della memoria e per la reale partecipazione delle comunità all’estero alla vita italiana. Riconoscimento ufficiale e sostegno ai circoli e associazioni che rischiano l’estinzione, rendendoli in grado di affrontare il passaggio alla seconda e terza generazione.

3.  Le idee: valorizzare le potenzialità e la creatività degli italiani nel mondo, utilizzare il loro saper fare e le loro conoscenze nei Paesi di residenza per promuovere il Sistema Italia.

4.  I risparmi: riconoscere ai cittadini italiani all’estero incentivi fiscali per il trasferimento dei redditi prodotti all’estero, e per la conservazione della prima casa in Italia.

5.  La lingua e la cultura: rafforzare la diffusione e l’apprendimento della lingua italiana, e la rete delle scuole italiane parificate con il riconoscimento ufficiale di titoli di studio conseguiti nei paesi di residenza. Promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo rivolgendosi al pubblico ampio dei cittadini stranieri sempre più interessati all’Italia: questo avrà ricadute benefiche anche sulle comunità italiane.

6.  Le Istituzioni: riaffermare il ruolo e la presenza prioritaria dello Stato in materia di servizi consolari, scolastici e sociali, a livello di coordinamento e di gestione. La presenza di altri soggetti deve essere complementare e non sostitutiva di quella dello Stato.

7.  La trasparenza: assegnare i fondi in convenzione a enti e associazioni sulla base di criteri più stringenti di efficacia e di effettiva misurazione del beneficio per le comunità.

8.  Le persone: tutelare e far crescere le risorse umane assunte a livello locale, nei settori dei servizi consolari, della scuola e del sociale. Offrire opportunità di formazione permanente e di reinserimento nel mercato del lavoro italiano.

9.  La rappresentanza: le istituzioni di rappresentanza delle nostre collettività all’estero (COMITES, CGIE) devono essere riformate, integrando la loro attività con quella dei rappresentanti in Parlamento.

10.La comunicazione: abbandonare una rappresentazione folcloristica dell’Italia, aggiornando alla realtà di oggi l’immagine del nostro Paese; trasmettere all’estero la realtà odierna dell’Italia, ma anche informare del nuovo che viene dagli italiani all’estero. Cambiare Rai International con spazi per l\'informazione locale, e adeguare la programmazione ai diversi fusi orari.

 





Soppressi il 12% dei corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera

30 gennaio 2010
29/01/2010  ore 17.15 
Italiani nel mondo 
SOPPRESSI IL 12% DEI CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA IN SVIZZERA E PERSI QUASI 2000 ALUNNI: UN PRIMO BILANCIO DEGLI ENTI GESTORI A UN ANNO DAI TAGLI  
BASILEA\\ aise\\ - \"La legge finanziaria 2009 ha suscitato poco più di un anno fa forti proteste nella collettività italiana in Svizzera a causa dei pesanti tagli ai capitoli di spesa per gli italiani all’estero, in modo particolare nel settore dei corsi di lingua e cultura italiana e dell’assistenza ai connazionali. Nel giro di poche settimane si sono susseguite in molte località elvetiche assemblee di protesta, manifestazioni davanti ai consolati, raccolte di firme e interventi di natura politica a vari livelli. Nel mese di gennaio 2009 i tagli sono diventati realtà\", afferma infatti Nesti. \"La riduzione dei contributi ordinari MAE agli enti gestori in Svizzera ammontava al 39%, al quale si doveva sommare l’effetto negativo del cambio in franchi svizzeri che portava il taglio reale, rispetto al 2008, a oltre il 50%. Inevitabili le ripercussioni sul sistema corsi con accorpamenti e soppressioni di corsi e conseguenti disagi per gli utenti. Misure messe in atto in alcune circoscrizioni con effetto immediato nel febbraio 2009, in altre con l’inizio dell’anno scolastico 2009/2010. Nel frattempo le acque si sono calmate, delle manifestazioni di un anno fa si sono persi anche gli echi e il sistema corsi pare essere tornato all’ordinaria amministrazione. Quindi, tutto a posto? Niente affatto\", rivendica Roger Nesti, coordinatore degli enti gestori in Svizzera, che oggi traccia un bilancio dell\'anno appena concluso e della situazione in cui vertono, dopo i tagli, i corsi di lingua e cultura italiana nella Confederazione elvetica.
\"È utile uno sguardo alle cifre per capire i danni che i tagli hanno provocato al sistema corsi\", spiega Nesti. \"Il confronto tra i dati rilevati a inizio dell’anno scolastico 2008/2009 (prima dei tagli) e quelli dell’inizio dell’anno scolastico 2009/2010 (dopo i tagli) evidenzia che in Svizzera sono stati soppressi 164 corsi. Il numero degli alunni è calato da 16.054 a 14.188, con una diminuzione di 1.866 alunni\". Il coordinatore degli enti gestori in Svizzera fa notare che \"in termini percentuali i due dati sono pressoché identici. I corsi sono calati dell’11,9%, gli alunni dell’11,6%. Se ne può desumere che chiudere un corso significa perdere anche gli alunni di tale corso\".
\"Per gli operatori del settore questo dato non rappresenta una sorpresa\", sottolinea Nesti. \"Si conferma che la misura dell’accorpamento di corsi, che almeno in teoria consente di continuare ad offrire il servizio a tutti gli utenti, nella realtà non risponde alle esigenze delle famiglie: lo spostamento di sede, la modifica dell’orario o il cambiamento del giorno portano a un abbandono dei corsi. Questo fenomeno è confermato anche dalla stabilità del numero medio di alunni per corso. Prima dei tagli il numero medio di alunni per corso era di 11,6, dopo i tagli tale media è invariata. Classi troppo numerose, come possono crearsi a seguito di un accorpamento, non funzionano e provocano anche essi fenomeni di abbandono\".
\"I tagli ai contributi degli enti gestori hanno destabilizzato il sistema corsi\", prosegue Roger Nesti. \"L’analisi dei dati parziali\", ovvero il paragone tra l\'inizio e la fine dell\'anno scolastico 2008/2009, \"indica che il solo annuncio dei tagli e la conseguente incertezza e preoccupazione circa la continuità dei corsi hanno provocato l’abbandono immediato da parte di molti alunni. Durante l’anno scolastico 2008/2009 il numero dei corsi è infatti calato del solo 3,9%, nello stesso periodo il numero degli alunni è calato invece del 7,7%. Due terzi del calo complessivo degli alunni si registra quindi entro la fine dell’anno scolastico 2008/2009, ancora prima che in molte circoscrizioni si procedesse alla soppressione dei corsi (-8,3% con l’inizio del nuovo anno scolastico, mentre la riduzione degli alunni tra i due anni scolastici si attesta al 4,3%)\".
Quanto ai \"dati limitatamente ai corsi gestiti dagli enti\", questi \"confermano sostanzialmente le statistiche dell’Ambasciata. Dal 2008/2009 al 2009/2010 gli enti hanno perso 190 corsi\", riferisce il coordinatore. \"Il calo complessivo dei corsi è di soli 164 unità, in quanto con l’inizio del nuovo anno sono state istituite in Svizzera tre nuove cattedre MAE a livello elementare che hanno attenuato le conseguenze dei tagli. Risulta tuttavia modificato il rapporto di equilibrio tra gestione MAE e gestione enti. Mentre nell’AS 2008/2009 MAE e enti gestivano all’incirca il 50% dei corsi ciascuno, nell’anno scolastico in corso gli enti gestiscono solo ancora poco più di un terzo dei corsi. In effetti, il calo dei corsi gestiti dagli enti (-29,3%) è quasi tre volte superiore al calo complessivo (-11,9%). Questo nuovo assetto ha portato a ridefinire, in maniera anche conflittuale, il rapporto di collaborazione tra enti e uffici scolastici\".
\"Nel corso del 2009, in sede di assestamento del bilancio dello Stato, il MAE ha opportunamente recuperato risorse per i corsi di lingua e cultura italiana\", ricorda poi Nesti. \"Grazie alla concessione di contributi integrativi il taglio sul cap.3153 per la Svizzera è stato ridotto al 14%, con l’effetto cambio al 20% circa. Tale apprezzabile sforzo del MAE, ottenuto anche grazie alle azioni di protesta della collettività e all’interessamento degli organismi di rappresentanza, dai Comites al Cgie sino ai parlamentari eletti all’estero, non ha permesso di recuperare alunni e corsi. Troppo ristretti erano i tempi di concessione dei contributi integrativi, comunque limitati all’esercizio 2009\".
E intanto, aggiunge Roger Nesti, \"nuove nuvole si addensano nel frattempo sui corsi di lingua e cultura italiana. Nella legge Finanziaria 2010 il cap.3153 non è stato ridotto ulteriormente, ma, almeno per il momento, agli enti mancherà la quota recuperata in sede di assestamento del bilancio dello Stato. Gli enti debbono programmare il 2010 presupponendo quindi un taglio del 20-30% rispetto a quanto ricevuto nel 2009. La stessa finanziaria, come segnalato a più riprese dai sindacati scuola, prevede tagli anche ai capitoli di spesa del personale pubblico della scuola all’estero. A partire dall’anno scolastico 2010/2011 il contingente MAE potrebbe essere ridotto di circa 50 unità\".
\"Questi continui tagli, alternati da misure temporanee di recupero, non fanno altro che destabilizzare il sistema corsi, creare disagi organizzativi, diminuire la qualità dell’intervento formativo e finiscono per scoraggiare gli utenti\", afferma ancora il coordinatore degli enti gestori. \"I corsi di lingua e cultura italiana, per la loro diffusione, rappresentano ancora il motore per la promozione della lingua e cultura italiana in Svizzera, non solo come mero strumento istruttivo, ma anche come opportunità socio-educativa dell’intera collettività italiana. Per garantire la continuità e la qualità dei corsi il sistema necessita di maggiore finanziamento, programmazione pluriennale e di una rinnovata cooperazione tra enti e uffici scolastici. Altrimenti\", conclude, \"il declino del sistema corsi sarà inevitabile\". (aise) 




la benzina sempre piu cara in Italia

17 dicembre 2009


la_benzina_riprende_a_correre.doc

Giorgio Napolitano: un presidente fuori del comune

16 novembre 2008

L\'Orientale di Napoli ha conferito una laurea honoris causa al presidente della Repubblica
in Politiche e istituzioni europee: \"Mai stata solo mercato comune\"

Napolitano: \"Europa davanti a un bivio
sia più unita e integrata o sarà declino\"

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

NAPOLI - La laurea honoris causa in Politiche e istituzioni dell\'Europa è stata conferita questa mattina al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall\'università Orientale di Napoli. \"Una Europa più unita, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare sulla via dell\'integrazione\", oppure noi europei \"diventeremo spettatori\" sulla scena internazionale, e il progetto europeo e tutti i Paesi che ne fanno parte andranno verso \"il declino\". E\' questo il bivio di fronte al quale si trova l\'Unione europea secondo il Capo dello Stato, come ha spiegato nella lectio magistralis dal titolo \"L\'Europa nel mondo di metà Novecento e nel mondo d\'oggi\".

Con l\'atto di nascita dell\'Europa comunitaria, ha detto Napolitano, \"si è intrapreso un cammino che non è mai stato dettato solo da motivazioni economiche\", anzi \"l\'origine e l\'impronta del processo di integrazione europea sono state eminentemente politiche\". E per i sei Paesi che sottoscrissero la dichiarazione di Schumann \"il valore supremo\" era la pace, \"da garantire attraverso il superamento degli antagonismi nazionali e dei conflitti di interesse che avevano acceso per due volte il fuoco di una guerra mondiale nel cuore dell\'Europa\".

Il presidente della Repubblica ha quindi sollecitato l\'Europa al negoziato con la Croazia e, in modo particolare, con la Turchia nella prospettiva di un allargamento dell\'Unione europea. Napolitano ha riconosciuto le \"valutazioni e preoccupazioni\" che hanno accompagnato l\'allargamento dell\'Ue da 15 a 27 ma ha sollecitato \"un chiarimento che deve venire dai vertici dell\'Unione quale essa oggi è. Accanto alle risposte che si attendono dalla Turchia su tutte le materie del negoziato, tocca all\'Ue mostrarsi netta e coerente su quel che intende essere: una tradizionale alleanza tra Stati, se retta da regole di libero scambio in un mercato più o meno unificato, o un sistema di integrazione fondato sull\'esercizio in comune di una sovranità condivisa in campi fondamentali\" ha concluso Napolitano che nella lectio magistralis ha citato tre volte un discorso del ministro degli Esteri britannico,
David Miliband, uno dei candidati alla nomina di ministro degli Esteridell\'Ue, carica cui aspira anche Massimo D\'Alema.


Napolitano è stato accolto nell\'aula magna dell\'Università partenopea dal rettore Lida Viganoni e dal preside della facoltà di Scienze politiche, Amedeo Di Maio, dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e dal governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino. Nel discorso di saluto il rettore Viganoni ha espresso, a nome dell\'ateneo, \"l\'ammirazione nei confronti di un Capo dello Stato che è indiscutibilmente uno dei grandi uomini del nostro Paese e della città di Napoli, cui è rimasto sempre profondamente e intensamente legato\".

(14 novembre 2009) Tutti gli articoli di politica

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Napolitano e la politica \"Conta la moralità\"

\"Avere il senso dell\'interesse pubblico

 

(dell\'inviato Alberto Spampinato).

NAPOLI  - Giorgio Napolitano dice che per partecipare costruttivamente alla vita pubblica ci vogliono abnegazione e voglia di svolgere una missione nell\'interesse generale, e capacità che non si improvvisano, perché \"la politica non può vivere di dilettantismo\", ma \"quel che più conta è la moralita\" della politica\". Non importa, spiega il presidente della Repubblica, da dove uno arriva all\'impegno politico e neppure in quale schieramento va. \"Ci si schieri liberamente a destra o a sinistra, in politica le cose che contano sono la nobiltà, il senso del limite, anche del ruolo alto e insostituibile della politica, e la dedizione all\'interesse generale\". Non sono parole leggere, con i tempi che corrono e le inchieste che coinvolgono personaggi pubblici. Il caloroso applauso che sale dalla Sala dei Baroni del Maschio Angioino, gremita di pubblico e ospiti illustri, dice che sono parole largamente condivise. Napolitano partecipa alla commemorazione pubblica di Maurizio Valenzi, storico sindaco di Napoli scomparso pochi mesi fa e di cui si celebra oggi il centenario dalla nascita.

C\'é il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, c\'é il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, ci sono gli amministratori locali e regionali di Napoli. Letta ascolta e subito dopo dichiara il suo consenso. \"Condivido e sottoscrivo totalmente le parole del presidente. Credo che il suo richiamo - dice - sarà accolto perché è nell\'interesse del Paese\". Il capo dello stato ricorda, con commozione che Valenzi fu dirigente del Pci, amico suo e della sua famiglia. \"Era una gran persona, non solo come sindaco, era un esempio di nobiltà della politica\", ed era stimato anche dagli avversari politici. \"Era difficile non volergli bene, per come era fatto e per la sua naturale tendenza a vivere la politica con passione, ma senza odio e fanatismo. Era arrivato alla politica dall\'impegno culturale e artistico\". Da giovane era un pittore di talento, poi era diventato ciò che si definisce un politico di professione, apparteneva cioé, dice il presidente della Repubblica, \"ad una specie forse in via di estinzione che bisogna tuttavia difendere storicamente da giudizi sommari e grossolani. Fare della politica una \'scelta di vita\', per usare la famosa espressione di Giorgio Amendola, dedicarsi interamente all\'esercizio dell\'attività politica è stato il modo in cui molti hanno contribuito alla costruzione della democrazia, allo sviluppo della vita democratica nelle società dell\'occidente europeo.

Poi, certo, - aggiunge Napolitano - la vicenda dei politici di professione, nell\'Italia della Costituzione repubblicana e altrove, ha fatto tutt\'uno con la vicenda dei partiti, con la loro ascesa e anche con le involuzioni e le degenerazioni del sistema dei partiti, con il burocratizzarsi del fare politica e l\'immeschinirsi della figura dei politici di professione diventati talvolta semplici soggetti e agenti di calcoli e giochi di potere. Ma tutto ciò non può cancellare i tratti positivi originali di quell\'esperienza\". \"Dedicarsi interamente alla politica ha significato per un periodo non breve della nostra storia - sottolinea Napolitano - avere un forte senso della missione, spirito di servizio e sacrificio prima e al di là di ogni legittima ambizione personale\". \"Non sono qui per idoleggiare nostalgicamente il tempo che fu, il sistema dei partiti di una volta e la figura un tempo prevalente dei politici di professione\", precisa Napolitano. E\' evidente quel che vuol dire: che certi requisiti sono importanti anche oggi. \"Alla politica e anche alla competizione a cui si partecipa per assumere ruoli nelle istituzioni - afferma - si può giungere in modi diversi: dalla società civile, dal mondo del lavoro o delle imprese o dalla cultura. In ogni caso bisogna sapere che la politica richiede qualità specifiche, richiede che si abbiamo o si acquisiscano queste qualità perché la politica non può vivere di dilettantismi. Si potrebbe dire, con una frase di Benedetto Croce, che la politica è un\'arte a sé stante





2009-09-15 15:43

IMMIGRAZIONE, UE: SOLIDARIETA\' DA TUTTI PAESI

STRASBURGO - Per affrontare il problema dell\'immigrazione clandestina \"serve la solidarietà di tutti i Paesi\". Lo ha sottolineato il commissario europeo per la giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, intervenendo al dibattito sull\'immigrazione nel corso della sessione plenaria del Parlamento Ue.

Barrot e il ministro della Giustizia svedese Tobias Billstrom, in rappresentanza della presidenza Ue, hanno evidenziato la necessità di rafforzare Frontex, l\'agenzia europea che si occupa del controllo delle frontiere esterne dell\'Unione. E hanno annunciato che all\'inizio dell\'anno prossimo la Commissione Ue presenterà proposte per ampliare le attività di Frontex alla cooperazione con i Paesi terzi e ai rimpatri dei clandestini. Barrot ha anche evidenziato tra l\'altro che il principio del non respingimento non viene applicato da tutti i Paesi in maniera uniforme ed è quindi necessario approfondire la questione. Quanto alla cooperazione con la Libia, il commissario ha detto di attendere \"con ansia\" le risposte di Tripoli alle proposte avanzate già da tempo dall\'Ue.

RISPETTARE PRINCIPIO NON RESPINGIMENTO
La necessita\' di rispettare il \'principio di non respingimento fissato dalla legislazione comunitaria nei confronti di chi vuole varcare le frontiere esterne dell\'Ue e\' stata sottolineata oggi dal commissario europeo per la Liberta\', la Giustizia e la Sicurezza Jacques Barrot a conclusione del dibattito sull\'immigrazione svoltosi al Parlamento Europeo. Questo principio, ha spiegato Barrot, prevede che \'i rinvii non avvengano verso paesi dove le persone rischiano di essere soggette a trattamenti degradanti o inumani\'. Cosi\' come occorre salvaguardare, ha aggiunto il commissario, la sicurezza di chi vuole chiedere asilo. \'Questo dovere di protezione deve essere rispettato\', ha detto ancora Barrot.

STUDIAMO ATTENTAMENTE RISPOSTA ITALIA
\'\'Stiamo studiando in modo accurato\" la risposta ricevuta dall\'Italia alla richiesta di chiarimenti inviata a luglio a proposito dei respingimenti di immigrati verso la Libia. Lo ha detto il commissario europeo per la Libertà Giustizia e Sicurezza Jacques Barrot, nel corso del dibattito svoltosi al Parlamento Europeo sul tema dell\'immigrazione e sul ruolo di Frontex, l\'agenzia Ue che si occupa della cooperazione e del coordinamento tra i paesi dell\'Unione in materia di sorveglianza delle frontiere esterne.





LA DANTE ALIGHIERI

 La Società Dante Alighieri

La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci ed eretta in Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n. 347, ha lo scopo statutario di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana». Secondo i dati del 2007 sono attivi all’estero 422 Comitati della Società, che hanno svolto 5.885 corsi di lingua e cultura italiane per 202.794 soci studenti e promosso più di 5.000 manifestazioni culturali tra conferenze, dibattiti, mostre e concerti, assicurando la presenza del libro italiano attraverso 300 biblioteche dotate di oltre 500.000 volumi. In Italia sono presenti 99 Comitati, distribuiti in quasi tutte le Province, che organizzano oltre 130 corsi frequentati da più di 6.000 studenti stranieri e concorsi a premi riservati agli studenti gemellati con le sedi degli altri Paesi.

Sul piano strettamente didattico, oltre alla campagna interattiva di esercizi lanciata sul sito Internet www.ladante.it, la Società Dante Alighieri opera, in base a una convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e con il plauso scientifico dell’Università “La Sapienza” di Roma, per la certificazione dell’italiano di qualità con un proprio certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), riconosciuto anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che attesta la competenza in italiano come lingua straniera secondo una scala di sei livelli rappresentativi di altrettante fasi del percorso di apprendimento della lingua che corrispondono a quelli stabiliti dal Consiglio d’Europa. I Comitati Centri Certificatori autorizzati dalla Sede Centrale della Società Dante Alighieri sono 172. Nel 2007 sono stati rilasciati 6.108 diplomi PLIDA.





Identité-citoyenneté européenne



identite-citoyennete_europeenne.doc

PUBBLICAZIONI DISPONIBILI PRESSO LA SEDE DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

5 GIUGNO 2009


55.1).elenco_(maggio_2009)_delle_pubblicazioni_ue_(nelle_varie_lingue)_disponibili_alla__cxe.pdf

ELEZIONI EUROPEE 2009 LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELLA CIM BRUXELLES Gianni Copetti

1° giugno 2009


elezioni_europee__lettera_aperta_alle_agenzie_stampa.doc

MULTIPLICITES LINGUISTIQUES ET CULTURELLES EN EUROPE Chances et obstacles pour l'integration européenne

COMMUNIQUE DE PRESSE DE L'ASSODILIT et de la CIM BELGIO

---COMMUNIQUE DE PRESSE seminaire du 11 novembre 2008.doc

SEMINARIO SULLE MULTIPLICITA LINGUISTICHE E CULTURALI IN EUROPA Seminario del 11 novembre 2008

COMUNICATO STAMPA DELLA ASSODILIT E DELLA CIM BELGIO

--COMUNICATO STAMPA - seminario del 11 novembre 2008.doc

Sulla Conferenza mondiale dei giovani

15 dicembre 2008
Il vostro lavoro é la migliore risposta a chi non vede oltre la cortina della demagogia

IL VOSTRO LAVORO E LA MIGLIORE RISPOSTA A CHI NON VEDE OLTRE LA CORTINA DELLA DEMAGOGIA.doc

LINGUA ITALIANA D'EUROPA



ITALIANO LINGUA D EUROPA.doc

UN'OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA

DIFFUSIONE DELLA LINGUA ITALIANA COME L2 Vademecum operativo per le Istituzioni Italiane Istituire l'OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA, con Sezioni per l'Italia (L1) e per l'Estero/immigrati in Italia (L2). Tra le prime attività dell'Osservatorio rientrano il Censimento di tutte le scuole ed istituzioni straniere dove si insegna italiano e l'Anagrafe degli insegnanti di italiano nel mondo (compilare questionari dell'Osservatorio in pagina principale, grazie!) Concedere il Passaporto italiano (anche a cittadini con doppia cittadinanza), dietro comprovata conoscenza della lingua italiana scritta ed orale, almeno a livello intermedio (Valutazione con Test oggettivi); Formare adeguatamente i docenti locali di italiano ed i formatori non già aggiornati dal Governo italiano, utilizzando soprattutto come tutors e coordinatori linguistici di area, il personale scolastico italiano di ruolo, selezionato ed inviato all'estero, con il supporto delle Università italiane; Inviare in Italia i docenti locali di italiano, favorendone lo scambio con colleghi italiani almeno ogni 7 anni per aggiornamento e formazione continua, selezionati con criteri oggettivi e di rotazione, iniziando da coloro che non hanno mai potuto formarsi professionalmente in Italia per un adeguato periodo o che non siano in possesso di un titolo di studio adeguato; Permettere a tutti gli universitari futuri laureandi in lingua e letteratura italiana di completare un semestre o anno accademico di formazione iniziale in una università italiana; Concedere più borse di studio in Italia a studenti universitari stranieri, inserendoli in progetti permanenti di scambi giovanili, culturali e/o bilaterali; Fomentare ed incrementare la formazione iniziale e ricorrente, lo studio generalizzato di una seconda lingua straniera, del perfezionamento a distanza ed i dottorati-masters dei docenti di lingua italiana all'estero, con l'utilizzo dei canali della RAI (Rai Sat, International) ed internet; Attivare e realizzare visite e brevi soggiorni di studio collettivi tra studenti delle scuole italiane ed omologhe straniere, accompagnati dai propri docenti di lingua per intraprendere gemellaggi e scambi interculturali permanenti; Favorire il rientro in Italia, anche permanente (per lavoro, studio, aggiornamento) ai cittadini stranieri con doppia cittadinanza italiana, con origini e/o cognomi italiani, d'intesa con le Regioni, Province e Comuni interessati. Fonte : www.italianlang.org

PER UN OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA.doc

SIAMO OLTRE 3 MILIONI E SETTECENTO MILA GLI ITALIANI ALL'ESTERO

3 OTTOBRE 2008


Siamo oltre 3 milioni e 700 000 mila all estero.doc

LA PROVINCIA DI AREZZO ELABORA LA CARTA MULTILINGUE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

3 OTTOBRE 2008
COMPLIMENTI PER L'INIZIATIVA

Pr 60 anni Costituzione con carta multilingue per gli immigrati.doc

UNA SITUAZIONE DELICATA

15 SETTEMBRE 2008


LE BANCHE CENTRALI INTERVENGONO.doc

Italiani, bocciati in inglese



_0829164232_001.pdf

L'ITALIANO VA DIFESO

21 luglio 2008
fonte: Italia Oggi di A. Masi

080721_ItaliaOggi-Masi.pdf

L'ASSODILIT AVEVA RAGIONE DI COSTITUIRSI NEL 2005

21 LUGLIO 2008


080721_articoloFrattini.pdf

SILVANA MANGIONE E LA NUOVA SEGRETARIA GENERALE AGGIUNTO DEL CGIE



SILVANA MANGIONE E LA NUOVA SEGRETARIA GENERALE AGGIUNTO DEL CGIE.doc

IN BOLIVIA UNIVERSITA' e SCUOLE SUPERIORI HANNO DETTO SI ' ALLA LINGUA ITALIANA

6 FEBBRAIO 2008
Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 24 - Anno XV, 4 febbraio 2008 In Bolivia universita' e scuole superiori hanno detto si' alla lingua italiana Importante accordo siglato tra la Societa' Dante Alighieri con l’Universita' UTEPSA di Santa Cruz e con il Ministero dell’Educazione e della Cultura del Governo boliviano Santa Cruz - La Bolivia apre ufficialmente le porte alla lingua italiana: la Società Dante Alighieri di Santa Cruz del Sierra, nella persona del Presidente Ivo Cibelli, ha siglato un importante accordo dapprima con l’Università UTEPSA e poi con il Ministero dell’Educazione e della Cultura boliviano. Alla luce della convenzione stipulata con l’Ateneo, a partire da questo mese l’insegnamento dell’italiano viene introdotto nelle Facoltà di Lingue, di Relazioni Internazionali e di Turismo dell’Università UTEPSA, ente fondato il 9 settembre del 1994 che costituisce in ambito didattico uno dei principali punti di riferimento del Paese per la qualità dell’insegnamento e per l’elevata esperienza in campo educativo. In base all’accordo firmato dal Presidente Cibelli e dal Ministro dell’Educazione e della Cultura, Maria Magdalena Cajias de la Vega, dal prossimo anno scolastico l’italiano sarà insegnato in tutte le scuole superiori della Bolivia che vorranno proporlo, negli ultimi tre anni, come seconda lingua dopo il castellano e dunque prima di inglese, francese e tedesco. D’intesa con l’Ambasciatore d’Italia in Perù, Silvio Mignano, e con il Responsabile di “Obiettivo Lavoro”, Paolo Valente, la “Dante Alighieri” boliviana prevede inoltre l’organizzazione di corsi di lingua italiana per 300 infermiere pronte per venire a lavorare nel nostro Paese. L’accordo dovrebbe essere firmato proprio in questi giorni. Il Comitato di Santa Cruz de la Sierra, costituito nell’aprile del 2005 e riconosciuto Centro Certificatore PLIDA, è impegnato in numerose attività culturali ed ha recentemente promosso, in collaborazione con l’Ambasciata d´Italia, un originale spettacolo teatrale sul Medioevo tenutosi presso il Paraninfo Universitario dell’Università Gabriel Renè Moreno dove, dal prossimo mese di marzo, inizierà un ciclo di proiezioni di film italiani. News ITALIA PRESS



IL DIRITTO DI LAVORARE IN ITALIANO

Home Newsletter Gratis Commerciale Contatti Notiziario NIP Notiziario Italic Business News Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 24 - Anno XV, 4 febbraio 2008 I Sindacati italiani saranno a Parigi per difendere diritto di lavorare in italiano L'appuntamento del prossimo marzo, promosso anche dal Parlamento francese, richiamato da Renato Corsetti del Comitato scientifico di Allarme Lingua Parigi - L'8 febbraio dell'anno scorso un gruppo chiamato Syndicats-associations-parlementaires pour le droit de travailler en français en France, e cioè "Sindacati ed associazioni parlamentari per il diritto di lavorare in francese in Francia", tenne una conferenza stampa molto seguita per annunciare ladecisione di un tribunale francese aveva dato ragione agli impiegati di una grande società multinazionale che si erano rifiutati di rispondere a richieste ed istruzioni in inglese. In sostanza il giudice aveva detto: è compito dell'imprenditore parlare nella lingua che i suoi dipendenti capiscono, tanto più se la fabbrica o l'ufficio si trova nel territorio dove quella lingua si parla. I sindacati, membri del gruppo, si sono ora rivolti ai sindacati europei, in particolare a quelli tedeschi, belgi ed italiani, per estendere l'azione agli altri Paesi europei. Risponderanno i sindacati italiani? Se lo chiede l'Associazione italiana Allarme Lingua che "spera proprio di sì, perché i nostri lavoratori non hanno problemi minori di quelli francesi in questo campo, ed i rischi legati ad una conoscenza superficiale dell'inglese in settori delicati come la sanità sono presenti anche da noi". La prossima conferenza europea si terrà a fine marzo sempre a Parigi, in collaborazione col Parlamento francese. "Ci saranno i nostri sindacalisti?" si chiede Renato Corsetti del Comitato scientifico di Allarme Lingua. Corsetti ricorda che il Primo Ministro britannico Gordon Brown prima di partire giorni fa per la Cina ha dichiarato: "Noi intraprenderemo vigorosamente l’audace compito consistente nel fare della nostra lingua la lingua comune che il mondo preferisce, la lingua che aiuta il mondo a parlare, ridere e comunicare". L’attenzione del Primo Ministro è rivolta soprattutto alla Cina ed all’India. "Penso che con le misure appropriate da adesso al 2025 il numero di anglofoni in Cina supererà il numero di persone per le quali l’inglese è la lingua madre nel resto del mondo". Il Direttore Generale dell’Unesco, Koïchiro Matsuura aveva da poco affermato: “L'anno 2008 è stato proclamato Anno Internazionale delle Lingue dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'Unesco è del tutto consapevole della straordinaria importanza delle lingue per le molte sfide che l'umanità deve affrontare nei prossimi decenni. Le lingue sono, infatti, essenziali per l'identità degli individui e dei gruppi e per la pacifica convivenza degli stessi. Esse sono un fattore strategico di progresso per uno sviluppo sostenibile ed un rapporto armonico tra il locale e il mondiale". Anche da qui l'importanza che il mondo sindacale italiano acquisti consapevolezza delle responsabilità che nella difesa della lingua italiana ha, sottolinea Renato Corsetti. News ITALIA PRESS Segnala ad un amico Notiziario NIP Primo piano Politica Italiani nel mondo Italici nel mondo Cultura Territorio Notiziario Italic Business News Politica economica Business activities Eventi Speciali XVI Convention Mondiale CCIE -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Inserisci i termini di ricerca Invia modulo di ricerca -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- News ITALIA PRESS sta ristrutturando il sito. Per qualche settimana ancora non sarà disponibile l'archivio di News ITALIA PRESS e ci potranno essere dei 'buchi' sulle immagini e su alcuni particolari grafici. 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PER UNA DOVEROSA RINASCITA CIVILE



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CAPITANI CORAGGIOSI di Cristiano Zagari



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UE, FIRMATA LA CARTE DEI DIRITTI FONDAMENTALI



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