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AssoDILIT

EUROPA

Associazione per la diffusione della lingua e cultura italiana

Parlare e scrivere la nostra lingua e conoscere quella degli altri

a cura di Gianni Copetti e Giuseppe Rosin

Stampa italiana

Laurence d\'Arabia

5 marzo 2010


il_sogno_infranto_di_lawrence_d_arabia.doc

NOUVELLES DE L\'EUROPE

1 MARS 2010


c265201003.pdf

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO

22 febbraio 2010

Pollice: giornata internazionale contro il razzismo

Il 21 marzo è la »Giornata Internazionale per l’eliminazione delle discrimazioni razziali« delle Nazioni Unite e ricorda il »massacro di Sharpville«, avvenuto il 21 marzo del 1960 ed in cui la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti pacifici nella township di Sharperville.

 

Ogni anno in Germania ed in Europa si svolgono migliaia di manifestazioni nell’ambito delle settimane internazionali contro il razzismo, con le quali si intende dare dei segnali contro il razzismo e la xenofobia e per una società pacifica, tollerante e aperta. Il Consiglio Interculturale Tedesco (Interkultureller Rat), che mi onoro di presiedere insieme ad un mio collega tedesco, invita in occasione a prendere delle iniziative, ad organizzare delle manifestazioni con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione su questo tema.

 

Come ogni anno abbiamo elaborato del materiale informativo; quest’anno per la prima volta una parte anche in diverse lingue. Vedendo quello che succede in Italia, ritengo che sia più che mai necessario. Per superare il razzismo occorre tanta fatica, disponibilità, condivisione. Per questo è necessario continuare a lavorare su tutti i campi.

fonte: il Corriere





il NO della Destra

22 febbraio 2010

No della Destra in emigrazione ai progetti di riforma Comites e Cgie e alla chiusura dei consolati

I rappresentanti europei delle associazioni Veronesi nel Mondo, Veneti nel Mondo e CTIM – Veneto, provenienti da Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Svizzera, Irlanda, Grecia, Romania, Repubblica Ceca, Danimarca, Croazia, Ungheria, Ucraina, Slovacchia, Moldavia, Russia riuniti a Verona il 30 gennaio 2010 per discutere le tematiche relative agli Italiani nel mondo con particolare riferimento al ruolo dell’Associazionismo, degli organismi di rappresentanza e della ristrutturazione consolare in atto, ascoltate le relazioni introduttive ed il conseguente dibattito, hanno approvato il seguente documento conclusivo: Associazionismo Il ruolo delle associazioni continua a svolgere una funzione importante di collegamento, di raccordo e di rappresentanza nei confronti dei diversi livelli istituzionali anche rispetto all’evoluzione della qualità dell’emigrazione e generazionale. Pertanto il suo ruolo deve essere garantito e valorizzato nell’ambito degli organismi di rappresentanza consolari, regionali e governativi. Comites e Cgie.

La proposta di legge di riforma in esame al Senato parte da premesse frutto di un equivoco. Infatti non è vero che l’elezione dei parlamentari all’estero annulli la funzione della rappresentanza degli interessi degli Italiani nel mondo da parte di Comites e Cgie perché il loro ruolo, anche a norma di Costituzione, è diverso. Per quanto riguarda i Comites, la revisione della quantità di connazionali rappresentati è negativo perché priverebbe interi Stati o grandi circoscrizioni di rappresentanti; così come è discutibile il sistema elettorale proposto. Si ritiene pertanto opportuno procedere alle elezioni secondo la legge vigente salve esaminare successivamente con il dovuto approfondimento riforme ritenute indispensabili.

Per quanto riguarda il Cgie, si rileva il declassamento dell’organismo che diventerebbe semplice Consiglio mentre la composizione proposta non è adeguata a rappresentare il vasto e composito mondo delle nostre comunità all’estero. Si invitano i parlamentari eletti all’estero ed in particolare il Sen. Di Girolamo, presente ai lavori, componente della Commissione esteri al Senato, dove si sta discutendo il progetto di legge in questione, a prendere in considerazione quanto esposto ed a farsene interpreti. Ristrutturazione consolare Appare incomprensibile e contraria agli interessi italiani la chiusura di molti Consolati che causa disagi, perdita di prestigio dell’Italia e danni agli scambi. Nel ribadire l’urgenza di un confronto diretto tra il MAE ed i rappresentanti delle nostre comunità, si richiede pertanto la sospensione dei procedimenti in atto. I convenuti esprimono, a questo proposito,la loro solidarietà ed assicurano il loro supporto ai connazionali che stanno manifestando in tal senso.

 fonte: IL CORRIERE





RAI

10 febbraio 2009

Berlusconi: e\' una norma da abolire Programmi cancellati, bufera in Rai

Polemiche dopo regolamento commissione di Vigilanza

10 febbraio,  fonte ANSA

 

ROMA - La decisione di fermare quelli che ormai sono \"pollai televisivi\" non è ne \"scandalosa\", ne \"preoccupante\" anche perché potrebbero essere sostituite da tribune politiche. Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa, difende la decisione della commissione di vigilanza della Rai per l\'applicazione della par condicio. E affonda sulla par condicio: \"Continuo a ritenere che si deve abolire la par condicio reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti\".

\"Credo che nella decisone - ha detto il premier - abbia pesato il fatto che la classe politica si proponga in delle trasmissioni pollaio e che queste risse continue abbiano contribuito molto ad abbassare il livello dell\'apprezzamento della politica da parte dei cittadini che alcuni sondaggi danno al 12%\". Ecco perché, ha aggiunto \"penso che per decoro sia un bene che certe trasmissioni siano diverse\". Quanto alla decisone del Parlamento, Berlusconi ha detto che non si può essere \"democratici\" a seconda delle decisioni prese e che dunque bisogna rispettare le decisioni della commissione di vigilanza. Il premier ha quindi sottolineato che l\'arrivo in Rai di trasmissioni condotte da giornalisti \"non di sinistra\" come Belpietro o Paragone fanno da contraltare a quelle condotte da altri giornalisti vicini alla sinistra e dunque, ha concluso, se queste trasmissioni vengono sostituite \"da tribune politiche\" non lo trovo \"né scandaloso né preoccupante\". In ogni caso Berlusconi ha escluso da queste critiche la trasmissione di Vespa \'Porta a Porta\'.

IL SINDACATO DEI GIORNALISTI INDICE UNO SCIOPERO - Una giornata di sciopero dei giornalisti della Rai contro il regolamento sulla par condicio: la conferma è venuta dal segretario dell\'Usigrai Carlo Verna oggi all\'incontro svoltosi alla Federazione della Stampa per protestare contro le nuove norme approvate ieri sera dalla commissione di Vigilanza. Le procedure sono state avviate e la giornata di sciopero cadrà non prima di quindici giorni secondo la legge sul servizio pubblico. Non sarà l\'unica iniziativa - hanno annunciato Verna e Roberto Natale (Fnsi) - ma si punterà anche a coinvolgere i cittadini in una forma di protesta simile a quella del 3 ottobre, giornata per la libertà di stampa.

GARIMBERTI: SUBITO APPROFONDIMENTI, DOMANI CDA  - \"La Rai è sempre tenuta al rispetto delle decisioni della Commissione Parlamentare di Vigilanza. Le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento approvato ieri dalla Commissione presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento\". Lo dice il presidente della Rai Paolo Garimberti a proposito del regolamento sulla par condicio che mette in discussione l\'attuale impianto dei programmi di approfondimento nell\'ultimo mese di campagna elettorale. \"Per questo motivo domani il Consiglio di Amministrazione discuterà del tema - annuncia Garimberti -, di cui è già stato investito il Direttore Generale, per valutare l\'impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli\".

BERSANI,DECISIONE VA RIVISTA,SI\'APPROFONDIMENTI  - \"Non bisogna fare di tutta l\'erba un fascio. La preoccupazione dei radicali di veder garantito l\'accesso è storica, quella del centrodestra di voler ovattare la realtà è preoccupante. La decisione della Vigilanza va rivista perché tocca profili di libertà\". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani critica lo stop della Vigilanza alle trasmissioni di approfondimento giornalistico nel mese precedente le elezioni. \"Non vedo incompatibilità - afferma Bersani - tra il mantenimento di trasmissioni di approfondimento giornalistico affidate alla responsabilità dei conduttori e all\'osservanza della Vigilanza e l\'apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettano tutte le forze in parità di condizioni\".

AGCOM, OK A REGOLAMENTO MA SOLO PER PRIMA FASE - Via libera al regolamento sulla par condicio per le emittenti private, ma solo per la prima fase della campagna elettorale, che va dall\'11 al 28 febbraio: è quanto ha deciso oggi - a quanto si apprende - la commissione Servizi e prodotti dell\'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Una scelta legata alla necessità di approfondire alcuni questioni relative alla seconda fase della campagna elettorale, con ogni probabilità anche alla luce delle contestate norme approvate ieri sera dalla commissione di Vigilanza sulla Rai e alla luce dei possibili sviluppi che dovessero emergere, anche se in questa fase ripensamenti sembrano improbabili. Per prassi, il regolamento che l\'Agcom vara per le tv commerciali rispecchia quello che la commissione di San Macuto mette a punto per il servizio pubblico.

 





I DIRITTI DEGLI ITALIANI ALL\'ESTERO

30 GENNAIO 2010

I DIRITTI SONO DI TUTTI O NON SONO DIRITTI

 

1.  Gli anziani e l’infanzia: sostegno ai bisogni degli anziani in quei paesi dove il disagio sociale ed economico sono più evidenti e gli interventi più urgenti. Garantire prestazioni sociali minime agli italiani che vivono in paesi dove non sono garantiti i minimi diritti sociali. Sostenere i figli di genitori separati che abitino a grande distanza nei contatti con il genitore più lontano.

2.    I giovani: risorse adeguate per progetti formativi e culturali di conservazione della memoria e per la reale partecipazione delle comunità all’estero alla vita italiana. Riconoscimento ufficiale e sostegno ai circoli e associazioni che rischiano l’estinzione, rendendoli in grado di affrontare il passaggio alla seconda e terza generazione.

3.  Le idee: valorizzare le potenzialità e la creatività degli italiani nel mondo, utilizzare il loro saper fare e le loro conoscenze nei Paesi di residenza per promuovere il Sistema Italia.

4.  I risparmi: riconoscere ai cittadini italiani all’estero incentivi fiscali per il trasferimento dei redditi prodotti all’estero, e per la conservazione della prima casa in Italia.

5.  La lingua e la cultura: rafforzare la diffusione e l’apprendimento della lingua italiana, e la rete delle scuole italiane parificate con il riconoscimento ufficiale di titoli di studio conseguiti nei paesi di residenza. Promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo rivolgendosi al pubblico ampio dei cittadini stranieri sempre più interessati all’Italia: questo avrà ricadute benefiche anche sulle comunità italiane.

6.  Le Istituzioni: riaffermare il ruolo e la presenza prioritaria dello Stato in materia di servizi consolari, scolastici e sociali, a livello di coordinamento e di gestione. La presenza di altri soggetti deve essere complementare e non sostitutiva di quella dello Stato.

7.  La trasparenza: assegnare i fondi in convenzione a enti e associazioni sulla base di criteri più stringenti di efficacia e di effettiva misurazione del beneficio per le comunità.

8.  Le persone: tutelare e far crescere le risorse umane assunte a livello locale, nei settori dei servizi consolari, della scuola e del sociale. Offrire opportunità di formazione permanente e di reinserimento nel mercato del lavoro italiano.

9.  La rappresentanza: le istituzioni di rappresentanza delle nostre collettività all’estero (COMITES, CGIE) devono essere riformate, integrando la loro attività con quella dei rappresentanti in Parlamento.

10.La comunicazione: abbandonare una rappresentazione folcloristica dell’Italia, aggiornando alla realtà di oggi l’immagine del nostro Paese; trasmettere all’estero la realtà odierna dell’Italia, ma anche informare del nuovo che viene dagli italiani all’estero. Cambiare Rai International con spazi per l\'informazione locale, e adeguare la programmazione ai diversi fusi orari.

 





Soppressi il 12% dei corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera

30 gennaio 2010
29/01/2010  ore 17.15 
Italiani nel mondo 
SOPPRESSI IL 12% DEI CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA IN SVIZZERA E PERSI QUASI 2000 ALUNNI: UN PRIMO BILANCIO DEGLI ENTI GESTORI A UN ANNO DAI TAGLI  
BASILEA\\ aise\\ - \"La legge finanziaria 2009 ha suscitato poco più di un anno fa forti proteste nella collettività italiana in Svizzera a causa dei pesanti tagli ai capitoli di spesa per gli italiani all’estero, in modo particolare nel settore dei corsi di lingua e cultura italiana e dell’assistenza ai connazionali. Nel giro di poche settimane si sono susseguite in molte località elvetiche assemblee di protesta, manifestazioni davanti ai consolati, raccolte di firme e interventi di natura politica a vari livelli. Nel mese di gennaio 2009 i tagli sono diventati realtà\", afferma infatti Nesti. \"La riduzione dei contributi ordinari MAE agli enti gestori in Svizzera ammontava al 39%, al quale si doveva sommare l’effetto negativo del cambio in franchi svizzeri che portava il taglio reale, rispetto al 2008, a oltre il 50%. Inevitabili le ripercussioni sul sistema corsi con accorpamenti e soppressioni di corsi e conseguenti disagi per gli utenti. Misure messe in atto in alcune circoscrizioni con effetto immediato nel febbraio 2009, in altre con l’inizio dell’anno scolastico 2009/2010. Nel frattempo le acque si sono calmate, delle manifestazioni di un anno fa si sono persi anche gli echi e il sistema corsi pare essere tornato all’ordinaria amministrazione. Quindi, tutto a posto? Niente affatto\", rivendica Roger Nesti, coordinatore degli enti gestori in Svizzera, che oggi traccia un bilancio dell\'anno appena concluso e della situazione in cui vertono, dopo i tagli, i corsi di lingua e cultura italiana nella Confederazione elvetica.
\"È utile uno sguardo alle cifre per capire i danni che i tagli hanno provocato al sistema corsi\", spiega Nesti. \"Il confronto tra i dati rilevati a inizio dell’anno scolastico 2008/2009 (prima dei tagli) e quelli dell’inizio dell’anno scolastico 2009/2010 (dopo i tagli) evidenzia che in Svizzera sono stati soppressi 164 corsi. Il numero degli alunni è calato da 16.054 a 14.188, con una diminuzione di 1.866 alunni\". Il coordinatore degli enti gestori in Svizzera fa notare che \"in termini percentuali i due dati sono pressoché identici. I corsi sono calati dell’11,9%, gli alunni dell’11,6%. Se ne può desumere che chiudere un corso significa perdere anche gli alunni di tale corso\".
\"Per gli operatori del settore questo dato non rappresenta una sorpresa\", sottolinea Nesti. \"Si conferma che la misura dell’accorpamento di corsi, che almeno in teoria consente di continuare ad offrire il servizio a tutti gli utenti, nella realtà non risponde alle esigenze delle famiglie: lo spostamento di sede, la modifica dell’orario o il cambiamento del giorno portano a un abbandono dei corsi. Questo fenomeno è confermato anche dalla stabilità del numero medio di alunni per corso. Prima dei tagli il numero medio di alunni per corso era di 11,6, dopo i tagli tale media è invariata. Classi troppo numerose, come possono crearsi a seguito di un accorpamento, non funzionano e provocano anche essi fenomeni di abbandono\".
\"I tagli ai contributi degli enti gestori hanno destabilizzato il sistema corsi\", prosegue Roger Nesti. \"L’analisi dei dati parziali\", ovvero il paragone tra l\'inizio e la fine dell\'anno scolastico 2008/2009, \"indica che il solo annuncio dei tagli e la conseguente incertezza e preoccupazione circa la continuità dei corsi hanno provocato l’abbandono immediato da parte di molti alunni. Durante l’anno scolastico 2008/2009 il numero dei corsi è infatti calato del solo 3,9%, nello stesso periodo il numero degli alunni è calato invece del 7,7%. Due terzi del calo complessivo degli alunni si registra quindi entro la fine dell’anno scolastico 2008/2009, ancora prima che in molte circoscrizioni si procedesse alla soppressione dei corsi (-8,3% con l’inizio del nuovo anno scolastico, mentre la riduzione degli alunni tra i due anni scolastici si attesta al 4,3%)\".
Quanto ai \"dati limitatamente ai corsi gestiti dagli enti\", questi \"confermano sostanzialmente le statistiche dell’Ambasciata. Dal 2008/2009 al 2009/2010 gli enti hanno perso 190 corsi\", riferisce il coordinatore. \"Il calo complessivo dei corsi è di soli 164 unità, in quanto con l’inizio del nuovo anno sono state istituite in Svizzera tre nuove cattedre MAE a livello elementare che hanno attenuato le conseguenze dei tagli. Risulta tuttavia modificato il rapporto di equilibrio tra gestione MAE e gestione enti. Mentre nell’AS 2008/2009 MAE e enti gestivano all’incirca il 50% dei corsi ciascuno, nell’anno scolastico in corso gli enti gestiscono solo ancora poco più di un terzo dei corsi. In effetti, il calo dei corsi gestiti dagli enti (-29,3%) è quasi tre volte superiore al calo complessivo (-11,9%). Questo nuovo assetto ha portato a ridefinire, in maniera anche conflittuale, il rapporto di collaborazione tra enti e uffici scolastici\".
\"Nel corso del 2009, in sede di assestamento del bilancio dello Stato, il MAE ha opportunamente recuperato risorse per i corsi di lingua e cultura italiana\", ricorda poi Nesti. \"Grazie alla concessione di contributi integrativi il taglio sul cap.3153 per la Svizzera è stato ridotto al 14%, con l’effetto cambio al 20% circa. Tale apprezzabile sforzo del MAE, ottenuto anche grazie alle azioni di protesta della collettività e all’interessamento degli organismi di rappresentanza, dai Comites al Cgie sino ai parlamentari eletti all’estero, non ha permesso di recuperare alunni e corsi. Troppo ristretti erano i tempi di concessione dei contributi integrativi, comunque limitati all’esercizio 2009\".
E intanto, aggiunge Roger Nesti, \"nuove nuvole si addensano nel frattempo sui corsi di lingua e cultura italiana. Nella legge Finanziaria 2010 il cap.3153 non è stato ridotto ulteriormente, ma, almeno per il momento, agli enti mancherà la quota recuperata in sede di assestamento del bilancio dello Stato. Gli enti debbono programmare il 2010 presupponendo quindi un taglio del 20-30% rispetto a quanto ricevuto nel 2009. La stessa finanziaria, come segnalato a più riprese dai sindacati scuola, prevede tagli anche ai capitoli di spesa del personale pubblico della scuola all’estero. A partire dall’anno scolastico 2010/2011 il contingente MAE potrebbe essere ridotto di circa 50 unità\".
\"Questi continui tagli, alternati da misure temporanee di recupero, non fanno altro che destabilizzare il sistema corsi, creare disagi organizzativi, diminuire la qualità dell’intervento formativo e finiscono per scoraggiare gli utenti\", afferma ancora il coordinatore degli enti gestori. \"I corsi di lingua e cultura italiana, per la loro diffusione, rappresentano ancora il motore per la promozione della lingua e cultura italiana in Svizzera, non solo come mero strumento istruttivo, ma anche come opportunità socio-educativa dell’intera collettività italiana. Per garantire la continuità e la qualità dei corsi il sistema necessita di maggiore finanziamento, programmazione pluriennale e di una rinnovata cooperazione tra enti e uffici scolastici. Altrimenti\", conclude, \"il declino del sistema corsi sarà inevitabile\". (aise) 




Conti bancari

30 dicembre 2009

ECONOMIA

 

La denuncia dell\'Autorità inviata a Bankitalia, governo e parlamento
\"Per la clientela, nuove commissioni peggiori del massimo scoperto\"

Conti bancari, l\'Antitrust accusa
\"Chi va in rosso paga troppo\"

Il Codacons: \"Maximulta da un miliardo alle banche che hanno spremuto i loro clienti\"


ROMA - Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la \"commissione di massimo scoperto\" si stanno rivelando più costose per i consumatori. Lo dice l\'Antitrust che ha girato una segnalazione al governo, al Parlamento ed alla Banca d\'Italia, per sottolineare l\'esito di un monitoraggio effettuato sulle condizioni applicate alla clientela dai principali gruppi bancari.

Dall\'indagine dell\'Antitrust, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. In pratica, secondo l\'Antitrust, per chi oggi va momentaneamente in rosso sul proprio conto bancario, i costi sono aumentati fino a livelli superiori anche di 15 volte rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto.

\"In particolare - spiega la nota dell\'Autorità garante per la concorrenza e il mercato - per lo scoperto è emerso che, considerando importi e durate del \'rosso\' rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose\".

Situazione anche peggiore per i correntisti che invece possono contare sul fido, almeno fino all\'entrata in vigore della legge del 3 agosto 2009 che ha messo un tetto dello 0,50% per trimestre sull\'importo dell\'affidamento al corrispettivo pagato dal cliente. Fino a quella modifica, venivano applicate aliquote variabili dallo 0,90% all\'1,50% trimestrale, oppure aliquote annue ricomprese tra il 3,60% e il 6%. Secondo l\'indagine Antitrust, si trattava di aliquote sempre più \"pesanti\" rispetto alla commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo se si \"sconfinava\" rispetto alla somma affidata.


In sostanza, il cliente \"virtuoso\" era penalizzato, come era mediamente più penalizzato il cliente che aveva un fido minore. Con la legge di agosto, invece, le nuove commissioni sono diventate più vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà.

La morale - cioè il cuore della segnalazione inviata dall\'Antitrust anche a governo e Bankitalia - è che dall\'abolizione del massimo scoperto non sono arrivati i tanto attesi risparmi per i consumatori, anzi: \"Le nuove condizioni economiche\" previste dalle banche, scrive l\'Antitrust, \"si presentano quasi sempre peggiorative in termini di esborso economico rispetto alla commissione di massimo scoperto ed alle altre voci di costo previste in precedenza\".

Le reazioni \"Eravamo certi che le banche avrebbero trovato velocemente il modo di mettere furbescamente le mani in tasca ai consumatori - dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons - . Per questo chiediamo che sia elevata, nei confronti degli istituti di credito che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto con balzelli addirittura 15 volte più cari, una maxi-sanzione non inferiore a un miliardo di euro, così da dare una lezione all\'arrogante mondo bancario che continua a spremere come limoni i propri clienti\".
Adusbef e Federconsumatori invece annunciano che avvieranno class action contro le banche troppo \"esose\", anche perché la segnalazione dell\'Antitrust confermerebbe quanto denunciato più volte dalle due associazioni circa i costi eccessivi imposti alla clientela in caso di \"scoperto\".

(29 dicembre 2009)

 





Benzina: prosegue il rialzo dei prezzi

28 dicembre 2009

ANSA.it > Economia > News

Benzina: prosegue rialzo dei prezzi

I prezzi medi sono aumentati per benzina e gasolio di un cent rispetto all\'ultima rilevazione della scorsa settimana

28 dicembre, 17:55

ROMA - Non si arresta la corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti, con Erg e Q8 che ritoccano all\'insù di un centesimo di euro sia la benzina che il gasolio. Con gli italiani ancora in coda al distributore per le vacanze natalizie - secondo la Staffetta Quotidiana - i prezzi medi sono aumentati per benzina e gasolio di un centesimo rispetto all\'ultima rilevazione della scorsa settimana, raggiungendo 1,307 euro per la benzina e 1,153 euro per il gasolio.

Analoghi rialzi per i prezzi minimi e massimi. Nello specifico, Erg ha portato un litro di benzina a 1,309 euro (+0,010), Q8 a 1,312 (+0,010). Prezzi invariati per Tamoil e Agip che si attestano sui minimi (rispettivamente 1,298 e 1,299 euro), così come per Esso (1,311), Shell (1,322) e Total (1,309). Quanto al gasolio, Erg e Q8 hanno aggiornato i prezzi a 1,154 e 1,164 euro rispettivamente. Prezzi stabili per Agip (1,149 euro, anche per la rete Ip), Esso (1,152), Shell (1,162), Tamoil e Total (1,148).

 





ITALIA:Bnl problemi per le famiglie con mutuo

17 dicembre 2009


bnl,_problemi_per_famiglie_con_mutuo.doc

la benzina sempre piu cara in Italia

17 dicembre 2009


la_benzina_riprende_a_correre.doc

Processo breve: è inconstituzionale

9 dicembre 2009


processo_breve_e_inconstituzionale.doc

UNA DONNA FORTUNATA AL MOMENTO GIUSTO ma fino a quando ?

22 novembre 2009


una_lady_fortunata.doc

Giorgio Napolitano: un presidente fuori del comune

16 novembre 2008

L\'Orientale di Napoli ha conferito una laurea honoris causa al presidente della Repubblica
in Politiche e istituzioni europee: \"Mai stata solo mercato comune\"

Napolitano: \"Europa davanti a un bivio
sia più unita e integrata o sarà declino\"

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

NAPOLI - La laurea honoris causa in Politiche e istituzioni dell\'Europa è stata conferita questa mattina al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall\'università Orientale di Napoli. \"Una Europa più unita, più consapevole delle proprie virtù e potenzialità, più risoluta ad avanzare sulla via dell\'integrazione\", oppure noi europei \"diventeremo spettatori\" sulla scena internazionale, e il progetto europeo e tutti i Paesi che ne fanno parte andranno verso \"il declino\". E\' questo il bivio di fronte al quale si trova l\'Unione europea secondo il Capo dello Stato, come ha spiegato nella lectio magistralis dal titolo \"L\'Europa nel mondo di metà Novecento e nel mondo d\'oggi\".

Con l\'atto di nascita dell\'Europa comunitaria, ha detto Napolitano, \"si è intrapreso un cammino che non è mai stato dettato solo da motivazioni economiche\", anzi \"l\'origine e l\'impronta del processo di integrazione europea sono state eminentemente politiche\". E per i sei Paesi che sottoscrissero la dichiarazione di Schumann \"il valore supremo\" era la pace, \"da garantire attraverso il superamento degli antagonismi nazionali e dei conflitti di interesse che avevano acceso per due volte il fuoco di una guerra mondiale nel cuore dell\'Europa\".

Il presidente della Repubblica ha quindi sollecitato l\'Europa al negoziato con la Croazia e, in modo particolare, con la Turchia nella prospettiva di un allargamento dell\'Unione europea. Napolitano ha riconosciuto le \"valutazioni e preoccupazioni\" che hanno accompagnato l\'allargamento dell\'Ue da 15 a 27 ma ha sollecitato \"un chiarimento che deve venire dai vertici dell\'Unione quale essa oggi è. Accanto alle risposte che si attendono dalla Turchia su tutte le materie del negoziato, tocca all\'Ue mostrarsi netta e coerente su quel che intende essere: una tradizionale alleanza tra Stati, se retta da regole di libero scambio in un mercato più o meno unificato, o un sistema di integrazione fondato sull\'esercizio in comune di una sovranità condivisa in campi fondamentali\" ha concluso Napolitano che nella lectio magistralis ha citato tre volte un discorso del ministro degli Esteri britannico,
David Miliband, uno dei candidati alla nomina di ministro degli Esteridell\'Ue, carica cui aspira anche Massimo D\'Alema.


Napolitano è stato accolto nell\'aula magna dell\'Università partenopea dal rettore Lida Viganoni e dal preside della facoltà di Scienze politiche, Amedeo Di Maio, dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e dal governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino. Nel discorso di saluto il rettore Viganoni ha espresso, a nome dell\'ateneo, \"l\'ammirazione nei confronti di un Capo dello Stato che è indiscutibilmente uno dei grandi uomini del nostro Paese e della città di Napoli, cui è rimasto sempre profondamente e intensamente legato\".

(14 novembre 2009) Tutti gli articoli di politica

ANSA.it > Politica >

Napolitano e la politica \"Conta la moralità\"

\"Avere il senso dell\'interesse pubblico

 

(dell\'inviato Alberto Spampinato).

NAPOLI  - Giorgio Napolitano dice che per partecipare costruttivamente alla vita pubblica ci vogliono abnegazione e voglia di svolgere una missione nell\'interesse generale, e capacità che non si improvvisano, perché \"la politica non può vivere di dilettantismo\", ma \"quel che più conta è la moralita\" della politica\". Non importa, spiega il presidente della Repubblica, da dove uno arriva all\'impegno politico e neppure in quale schieramento va. \"Ci si schieri liberamente a destra o a sinistra, in politica le cose che contano sono la nobiltà, il senso del limite, anche del ruolo alto e insostituibile della politica, e la dedizione all\'interesse generale\". Non sono parole leggere, con i tempi che corrono e le inchieste che coinvolgono personaggi pubblici. Il caloroso applauso che sale dalla Sala dei Baroni del Maschio Angioino, gremita di pubblico e ospiti illustri, dice che sono parole largamente condivise. Napolitano partecipa alla commemorazione pubblica di Maurizio Valenzi, storico sindaco di Napoli scomparso pochi mesi fa e di cui si celebra oggi il centenario dalla nascita.

C\'é il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, c\'é il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, ci sono gli amministratori locali e regionali di Napoli. Letta ascolta e subito dopo dichiara il suo consenso. \"Condivido e sottoscrivo totalmente le parole del presidente. Credo che il suo richiamo - dice - sarà accolto perché è nell\'interesse del Paese\". Il capo dello stato ricorda, con commozione che Valenzi fu dirigente del Pci, amico suo e della sua famiglia. \"Era una gran persona, non solo come sindaco, era un esempio di nobiltà della politica\", ed era stimato anche dagli avversari politici. \"Era difficile non volergli bene, per come era fatto e per la sua naturale tendenza a vivere la politica con passione, ma senza odio e fanatismo. Era arrivato alla politica dall\'impegno culturale e artistico\". Da giovane era un pittore di talento, poi era diventato ciò che si definisce un politico di professione, apparteneva cioé, dice il presidente della Repubblica, \"ad una specie forse in via di estinzione che bisogna tuttavia difendere storicamente da giudizi sommari e grossolani. Fare della politica una \'scelta di vita\', per usare la famosa espressione di Giorgio Amendola, dedicarsi interamente all\'esercizio dell\'attività politica è stato il modo in cui molti hanno contribuito alla costruzione della democrazia, allo sviluppo della vita democratica nelle società dell\'occidente europeo.

Poi, certo, - aggiunge Napolitano - la vicenda dei politici di professione, nell\'Italia della Costituzione repubblicana e altrove, ha fatto tutt\'uno con la vicenda dei partiti, con la loro ascesa e anche con le involuzioni e le degenerazioni del sistema dei partiti, con il burocratizzarsi del fare politica e l\'immeschinirsi della figura dei politici di professione diventati talvolta semplici soggetti e agenti di calcoli e giochi di potere. Ma tutto ciò non può cancellare i tratti positivi originali di quell\'esperienza\". \"Dedicarsi interamente alla politica ha significato per un periodo non breve della nostra storia - sottolinea Napolitano - avere un forte senso della missione, spirito di servizio e sacrificio prima e al di là di ogni legittima ambizione personale\". \"Non sono qui per idoleggiare nostalgicamente il tempo che fu, il sistema dei partiti di una volta e la figura un tempo prevalente dei politici di professione\", precisa Napolitano. E\' evidente quel che vuol dire: che certi requisiti sono importanti anche oggi. \"Alla politica e anche alla competizione a cui si partecipa per assumere ruoli nelle istituzioni - afferma - si può giungere in modi diversi: dalla società civile, dal mondo del lavoro o delle imprese o dalla cultura. In ogni caso bisogna sapere che la politica richiede qualità specifiche, richiede che si abbiamo o si acquisiscano queste qualità perché la politica non può vivere di dilettantismi. Si potrebbe dire, con una frase di Benedetto Croce, che la politica è un\'arte a sé stante





DALLA AGENZIA AISE

29 ottobre 2009


agence__aise.doc

2009-09-15 15:43

IMMIGRAZIONE, UE: SOLIDARIETA\' DA TUTTI PAESI

STRASBURGO - Per affrontare il problema dell\'immigrazione clandestina \"serve la solidarietà di tutti i Paesi\". Lo ha sottolineato il commissario europeo per la giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, intervenendo al dibattito sull\'immigrazione nel corso della sessione plenaria del Parlamento Ue.

Barrot e il ministro della Giustizia svedese Tobias Billstrom, in rappresentanza della presidenza Ue, hanno evidenziato la necessità di rafforzare Frontex, l\'agenzia europea che si occupa del controllo delle frontiere esterne dell\'Unione. E hanno annunciato che all\'inizio dell\'anno prossimo la Commissione Ue presenterà proposte per ampliare le attività di Frontex alla cooperazione con i Paesi terzi e ai rimpatri dei clandestini. Barrot ha anche evidenziato tra l\'altro che il principio del non respingimento non viene applicato da tutti i Paesi in maniera uniforme ed è quindi necessario approfondire la questione. Quanto alla cooperazione con la Libia, il commissario ha detto di attendere \"con ansia\" le risposte di Tripoli alle proposte avanzate già da tempo dall\'Ue.

RISPETTARE PRINCIPIO NON RESPINGIMENTO
La necessita\' di rispettare il \'principio di non respingimento fissato dalla legislazione comunitaria nei confronti di chi vuole varcare le frontiere esterne dell\'Ue e\' stata sottolineata oggi dal commissario europeo per la Liberta\', la Giustizia e la Sicurezza Jacques Barrot a conclusione del dibattito sull\'immigrazione svoltosi al Parlamento Europeo. Questo principio, ha spiegato Barrot, prevede che \'i rinvii non avvengano verso paesi dove le persone rischiano di essere soggette a trattamenti degradanti o inumani\'. Cosi\' come occorre salvaguardare, ha aggiunto il commissario, la sicurezza di chi vuole chiedere asilo. \'Questo dovere di protezione deve essere rispettato\', ha detto ancora Barrot.

STUDIAMO ATTENTAMENTE RISPOSTA ITALIA
\'\'Stiamo studiando in modo accurato\" la risposta ricevuta dall\'Italia alla richiesta di chiarimenti inviata a luglio a proposito dei respingimenti di immigrati verso la Libia. Lo ha detto il commissario europeo per la Libertà Giustizia e Sicurezza Jacques Barrot, nel corso del dibattito svoltosi al Parlamento Europeo sul tema dell\'immigrazione e sul ruolo di Frontex, l\'agenzia Ue che si occupa della cooperazione e del coordinamento tra i paesi dell\'Unione in materia di sorveglianza delle frontiere esterne.





LA DANTE ALIGHIERI

 La Società Dante Alighieri

La Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosue Carducci ed eretta in Ente Morale con R. Decreto del 18 luglio 1893, n. 347, ha lo scopo statutario di «tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana». Secondo i dati del 2007 sono attivi all’estero 422 Comitati della Società, che hanno svolto 5.885 corsi di lingua e cultura italiane per 202.794 soci studenti e promosso più di 5.000 manifestazioni culturali tra conferenze, dibattiti, mostre e concerti, assicurando la presenza del libro italiano attraverso 300 biblioteche dotate di oltre 500.000 volumi. In Italia sono presenti 99 Comitati, distribuiti in quasi tutte le Province, che organizzano oltre 130 corsi frequentati da più di 6.000 studenti stranieri e concorsi a premi riservati agli studenti gemellati con le sedi degli altri Paesi.

Sul piano strettamente didattico, oltre alla campagna interattiva di esercizi lanciata sul sito Internet www.ladante.it, la Società Dante Alighieri opera, in base a una convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e con il plauso scientifico dell’Università “La Sapienza” di Roma, per la certificazione dell’italiano di qualità con un proprio certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), riconosciuto anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che attesta la competenza in italiano come lingua straniera secondo una scala di sei livelli rappresentativi di altrettante fasi del percorso di apprendimento della lingua che corrispondono a quelli stabiliti dal Consiglio d’Europa. I Comitati Centri Certificatori autorizzati dalla Sede Centrale della Società Dante Alighieri sono 172. Nel 2007 sono stati rilasciati 6.108 diplomi PLIDA.





SE una rivista di grosso spessore economico e politico, essa merita una lettura approfondita

giugno 2009


se_rivista.pdf

Identité-citoyenneté européenne



identite-citoyennete_europeenne.doc

PUBBLICAZIONI DISPONIBILI PRESSO LA SEDE DELLA CASA PER L\'EUROPA DI GEMONA DEL FRIULI

5 GIUGNO 2009


55.1).elenco_(maggio_2009)_delle_pubblicazioni_ue_(nelle_varie_lingue)_disponibili_alla__cxe.pdf

ELEZIONI EUROPEE 2009 LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELLA CIM BRUXELLES Gianni Copetti

1° giugno 2009


elezioni_europee__lettera_aperta_alle_agenzie_stampa.doc

MULTIPLICITES LINGUISTIQUES ET CULTURELLES EN EUROPE Chances et obstacles pour l'integration européenne

COMMUNIQUE DE PRESSE DE L'ASSODILIT et de la CIM BELGIO

---COMMUNIQUE DE PRESSE seminaire du 11 novembre 2008.doc

SEMINARIO SULLE MULTIPLICITA LINGUISTICHE E CULTURALI IN EUROPA Seminario del 11 novembre 2008

COMUNICATO STAMPA DELLA ASSODILIT E DELLA CIM BELGIO

--COMUNICATO STAMPA - seminario del 11 novembre 2008.doc

Sulla Conferenza mondiale dei giovani

15 dicembre 2008
Il vostro lavoro é la migliore risposta a chi non vede oltre la cortina della demagogia

IL VOSTRO LAVORO E LA MIGLIORE RISPOSTA A CHI NON VEDE OLTRE LA CORTINA DELLA DEMAGOGIA.doc

LINGUA ITALIANA D'EUROPA



ITALIANO LINGUA D EUROPA.doc

LA LINGUA ITALIANA oltre oceano di Silvana Mangione

28 ottobre 2008


PERCHE AMO LA LINGUA ITALIANA.doc

UN'OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA

DIFFUSIONE DELLA LINGUA ITALIANA COME L2 Vademecum operativo per le Istituzioni Italiane Istituire l'OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA, con Sezioni per l'Italia (L1) e per l'Estero/immigrati in Italia (L2). Tra le prime attività dell'Osservatorio rientrano il Censimento di tutte le scuole ed istituzioni straniere dove si insegna italiano e l'Anagrafe degli insegnanti di italiano nel mondo (compilare questionari dell'Osservatorio in pagina principale, grazie!) Concedere il Passaporto italiano (anche a cittadini con doppia cittadinanza), dietro comprovata conoscenza della lingua italiana scritta ed orale, almeno a livello intermedio (Valutazione con Test oggettivi); Formare adeguatamente i docenti locali di italiano ed i formatori non già aggiornati dal Governo italiano, utilizzando soprattutto come tutors e coordinatori linguistici di area, il personale scolastico italiano di ruolo, selezionato ed inviato all'estero, con il supporto delle Università italiane; Inviare in Italia i docenti locali di italiano, favorendone lo scambio con colleghi italiani almeno ogni 7 anni per aggiornamento e formazione continua, selezionati con criteri oggettivi e di rotazione, iniziando da coloro che non hanno mai potuto formarsi professionalmente in Italia per un adeguato periodo o che non siano in possesso di un titolo di studio adeguato; Permettere a tutti gli universitari futuri laureandi in lingua e letteratura italiana di completare un semestre o anno accademico di formazione iniziale in una università italiana; Concedere più borse di studio in Italia a studenti universitari stranieri, inserendoli in progetti permanenti di scambi giovanili, culturali e/o bilaterali; Fomentare ed incrementare la formazione iniziale e ricorrente, lo studio generalizzato di una seconda lingua straniera, del perfezionamento a distanza ed i dottorati-masters dei docenti di lingua italiana all'estero, con l'utilizzo dei canali della RAI (Rai Sat, International) ed internet; Attivare e realizzare visite e brevi soggiorni di studio collettivi tra studenti delle scuole italiane ed omologhe straniere, accompagnati dai propri docenti di lingua per intraprendere gemellaggi e scambi interculturali permanenti; Favorire il rientro in Italia, anche permanente (per lavoro, studio, aggiornamento) ai cittadini stranieri con doppia cittadinanza italiana, con origini e/o cognomi italiani, d'intesa con le Regioni, Province e Comuni interessati. Fonte : www.italianlang.org

PER UN OSSERVATORIO NAZIONALE DELLA LINGUA ITALIANA.doc

SIAMO OLTRE 3 MILIONI E SETTECENTO MILA GLI ITALIANI ALL'ESTERO

3 OTTOBRE 2008


Siamo oltre 3 milioni e 700 000 mila all estero.doc

LA PROVINCIA DI AREZZO ELABORA LA CARTA MULTILINGUE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

3 OTTOBRE 2008
COMPLIMENTI PER L'INIZIATIVA

Pr 60 anni Costituzione con carta multilingue per gli immigrati.doc

UNA SITUAZIONE DELICATA

15 SETTEMBRE 2008


LE BANCHE CENTRALI INTERVENGONO.doc

Italiani, bocciati in inglese



_0829164232_001.pdf

L'ITALIANO VA DIFESO

21 luglio 2008
fonte: Italia Oggi di A. Masi

080721_ItaliaOggi-Masi.pdf

L'ASSODILIT AVEVA RAGIONE DI COSTITUIRSI NEL 2005

21 LUGLIO 2008


080721_articoloFrattini.pdf

NOTIZIE DALL\'ITALIA

17 MARZO 2008


APRILE.htm

SILVANA MANGIONE E LA NUOVA SEGRETARIA GENERALE AGGIUNTO DEL CGIE



SILVANA MANGIONE E LA NUOVA SEGRETARIA GENERALE AGGIUNTO DEL CGIE.doc

IN BOLIVIA UNIVERSITA' e SCUOLE SUPERIORI HANNO DETTO SI ' ALLA LINGUA ITALIANA

6 FEBBRAIO 2008
Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 24 - Anno XV, 4 febbraio 2008 In Bolivia universita' e scuole superiori hanno detto si' alla lingua italiana Importante accordo siglato tra la Societa' Dante Alighieri con l’Universita' UTEPSA di Santa Cruz e con il Ministero dell’Educazione e della Cultura del Governo boliviano Santa Cruz - La Bolivia apre ufficialmente le porte alla lingua italiana: la Società Dante Alighieri di Santa Cruz del Sierra, nella persona del Presidente Ivo Cibelli, ha siglato un importante accordo dapprima con l’Università UTEPSA e poi con il Ministero dell’Educazione e della Cultura boliviano. Alla luce della convenzione stipulata con l’Ateneo, a partire da questo mese l’insegnamento dell’italiano viene introdotto nelle Facoltà di Lingue, di Relazioni Internazionali e di Turismo dell’Università UTEPSA, ente fondato il 9 settembre del 1994 che costituisce in ambito didattico uno dei principali punti di riferimento del Paese per la qualità dell’insegnamento e per l’elevata esperienza in campo educativo. In base all’accordo firmato dal Presidente Cibelli e dal Ministro dell’Educazione e della Cultura, Maria Magdalena Cajias de la Vega, dal prossimo anno scolastico l’italiano sarà insegnato in tutte le scuole superiori della Bolivia che vorranno proporlo, negli ultimi tre anni, come seconda lingua dopo il castellano e dunque prima di inglese, francese e tedesco. D’intesa con l’Ambasciatore d’Italia in Perù, Silvio Mignano, e con il Responsabile di “Obiettivo Lavoro”, Paolo Valente, la “Dante Alighieri” boliviana prevede inoltre l’organizzazione di corsi di lingua italiana per 300 infermiere pronte per venire a lavorare nel nostro Paese. L’accordo dovrebbe essere firmato proprio in questi giorni. Il Comitato di Santa Cruz de la Sierra, costituito nell’aprile del 2005 e riconosciuto Centro Certificatore PLIDA, è impegnato in numerose attività culturali ed ha recentemente promosso, in collaborazione con l’Ambasciata d´Italia, un originale spettacolo teatrale sul Medioevo tenutosi presso il Paraninfo Universitario dell’Università Gabriel Renè Moreno dove, dal prossimo mese di marzo, inizierà un ciclo di proiezioni di film italiani. News ITALIA PRESS



IL DIRITTO DI LAVORARE IN ITALIANO

Home Newsletter Gratis Commerciale Contatti Notiziario NIP Notiziario Italic Business News Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 24 - Anno XV, 4 febbraio 2008 I Sindacati italiani saranno a Parigi per difendere diritto di lavorare in italiano L'appuntamento del prossimo marzo, promosso anche dal Parlamento francese, richiamato da Renato Corsetti del Comitato scientifico di Allarme Lingua Parigi - L'8 febbraio dell'anno scorso un gruppo chiamato Syndicats-associations-parlementaires pour le droit de travailler en français en France, e cioè "Sindacati ed associazioni parlamentari per il diritto di lavorare in francese in Francia", tenne una conferenza stampa molto seguita per annunciare ladecisione di un tribunale francese aveva dato ragione agli impiegati di una grande società multinazionale che si erano rifiutati di rispondere a richieste ed istruzioni in inglese. In sostanza il giudice aveva detto: è compito dell'imprenditore parlare nella lingua che i suoi dipendenti capiscono, tanto più se la fabbrica o l'ufficio si trova nel territorio dove quella lingua si parla. I sindacati, membri del gruppo, si sono ora rivolti ai sindacati europei, in particolare a quelli tedeschi, belgi ed italiani, per estendere l'azione agli altri Paesi europei. Risponderanno i sindacati italiani? Se lo chiede l'Associazione italiana Allarme Lingua che "spera proprio di sì, perché i nostri lavoratori non hanno problemi minori di quelli francesi in questo campo, ed i rischi legati ad una conoscenza superficiale dell'inglese in settori delicati come la sanità sono presenti anche da noi". La prossima conferenza europea si terrà a fine marzo sempre a Parigi, in collaborazione col Parlamento francese. "Ci saranno i nostri sindacalisti?" si chiede Renato Corsetti del Comitato scientifico di Allarme Lingua. Corsetti ricorda che il Primo Ministro britannico Gordon Brown prima di partire giorni fa per la Cina ha dichiarato: "Noi intraprenderemo vigorosamente l’audace compito consistente nel fare della nostra lingua la lingua comune che il mondo preferisce, la lingua che aiuta il mondo a parlare, ridere e comunicare". L’attenzione del Primo Ministro è rivolta soprattutto alla Cina ed all’India. "Penso che con le misure appropriate da adesso al 2025 il numero di anglofoni in Cina supererà il numero di persone per le quali l’inglese è la lingua madre nel resto del mondo". Il Direttore Generale dell’Unesco, Koïchiro Matsuura aveva da poco affermato: “L'anno 2008 è stato proclamato Anno Internazionale delle Lingue dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'Unesco è del tutto consapevole della straordinaria importanza delle lingue per le molte sfide che l'umanità deve affrontare nei prossimi decenni. Le lingue sono, infatti, essenziali per l'identità degli individui e dei gruppi e per la pacifica convivenza degli stessi. Esse sono un fattore strategico di progresso per uno sviluppo sostenibile ed un rapporto armonico tra il locale e il mondiale". Anche da qui l'importanza che il mondo sindacale italiano acquisti consapevolezza delle responsabilità che nella difesa della lingua italiana ha, sottolinea Renato Corsetti. News ITALIA PRESS Segnala ad un amico Notiziario NIP Primo piano Politica Italiani nel mondo Italici nel mondo Cultura Territorio Notiziario Italic Business News Politica economica Business activities Eventi Speciali XVI Convention Mondiale CCIE -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Inserisci i termini di ricerca Invia modulo di ricerca -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- News ITALIA PRESS sta ristrutturando il sito. Per qualche settimana ancora non sarà disponibile l'archivio di News ITALIA PRESS e ci potranno essere dei 'buchi' sulle immagini e su alcuni particolari grafici. 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PER UNA DOVEROSA RINASCITA CIVILE



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CAPITANI CORAGGIOSI di Cristiano Zagari



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UE, FIRMATA LA CARTE DEI DIRITTI FONDAMENTALI



LA REPUBBLICA.doc

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